Tentato rapimento del bambino, mostrati ad alcuni testimoni gli identikit tratti dalle telecamere

Proseguono senza sosta le indagini sul mancato rapimento di Matteo, il bambino goriziano di sei anni che un gruppo di stranieri, molto probabilmente proveniente da un Paese dell'Est, ha cercato di sottrarre al padre mercoledì scorso a Monfalcone. Il fatto si è verificato attorno alle 20 in pieno centro, nel tratto di corso del Popolo più vicino a piazza della Repubblica. Soltanto l'immediata reazione del genitore, spalleggiato nella circostanza da un passante, ha evitato che il sequestro fosse portato a compimento. Il piccolo, infatti era già in braccio a una sconosciuta, la donna facente parte del gruppo composto inoltre da tre uomini e un bambino. Con loro anche un piccolo cane. Sembrano infatti dei turisti in visita alla città.
I carabinieri hanno ascoltato anche ieri alcuni testimoni del fatto e mostrato loro le fotografie ricavate dalla registrazione effettuata dalla telecamere della rete di videosorveglianza installata in città. A riprendere i movimenti del gruppo è stato in particolare l'occhio elettronico installato in piazza della Repubblica sul palazzo municipale. La registrazione mostra i movimenti del gruppo in piazza, ma non le fasi del mancato sequestro, avvenuto, come detto, in corso del Popolo.
Il gruppo è rimasto in piazza per oltre mezz'ora prima di dirigersi verso corso del Popolo. Sotto la sede di uno studio notarile c'erano Matteo e suo padre. Erano circa le 20. Attendevano che la madre, che lavora proprio nello studio professionale, li raggiungesse per rincasare. La famiglia abita a Gorizia. La donna ha inviato al marito un messaggino con il cellulare. L'uomo, per aprire il telefonino ha lasciato la mano del piccolo. Quando si è girato Matteo era in braccio alla sconosciuta. L'uomo si è quindi messo a urlare e ha tentato di riprendersi il figlio trovando però una forte resistenza da parte della donna, in aiuto della quale era intervenuto uno dei tre uomini del gruppo.
Le invocazioni del padre di Matteo sono state raccolte dall'avventore di un bar che uscito dal locale si è lanciato contro la donna. Si tratta di un uomo dalla corporatura robusta, di un ingegnere di origine straniera che lavora alla Fincantieri, ma che risiede a Monfalcone. Il padre di Matteo ha inoltre riferito che durante la colluttazione l'uomo intervenuta a dare man forte allo sconosciuta gli aveva sferrato un calcio colpendolo alla gamba.