Morto l'imprenditore Egon Kraus

TRIESTE«Con la scomparsa di Egon Kraus la comunità slovena di Trieste e dell'Altipiano perde una grande persona». Queste le sentite parole di commento di Martina Repinc, attuale presidente della Cooperativa «Carso Nostro». Una realtà che che lo stesso Kraus aveva voluto fondare sul finire degli anni Sessanta, a conferma dela sua statura di figura centrale nel panorama sloveno del capoluogo. Si deve a lui infatti la riscoperta e la valorizzazione di un patrimonio di cultura etnografica che ha forti radici non solo lungo l'altopiano ma anche nei dintorni del capoluogo triestino, e un impegno in campo turistico e ricreativo che ha permesso conoscenze e approfondimenti transfrontalieri a tante persone.
Personaggio poliedrico e impegnato a 360 gradi in numerose attività, Kraus inizia la professione di giornalista professionista e fotoreporter, agli albori degli anni Sessanta dello scorso secolo, nel Primorski Dnevnik, il quotidiano triestino redatto in lingua slovena.
«Da questi presupposti – spiega Martina Repinc – egli iniziò a organizzare per i colleghi una serie di viaggi di conoscenza nelle repubbliche dell'allora Jugoslavia». Sarà questo l'inizio di una attività importante: Kraus creerà infatti l'«Aurora Viaggi», agenzia a tutt'oggi attiva, che fungerà da apri pista per un turismo trans frontaliero allora impensabile. I clienti dell'Aurora infatti oltre alla visita alla vicina Jugoslavia, ne fecero punto di riferimento per i viaggi nei paesi d'oltre cortina, quelli del blocco comunista, come un tempo si era soliti definire. Direttore della ZTT, l'Editoriale Stampa Triestina, Kraus diventa pure un attento promotore dello sport della minoranza, rivestendo il ruolo di presidente nel club opicinese del Polet e nello Jadran basket, autentica fucina di talenti come Boris Vitez e Claudio Starc, solo due dei grandi nomi di un vivaio prolifico.
«Si deve a lui se il nome di Monrupino oggi è conosciuto non solo in provincia ma anche all'estero – afferma Alessio Krizman, sindaco del rustico comune. L'iniziativa di Egon Kraus – continua – ha portato all'acquisto di quella antica casa carsica di Repen/Rupingrande che oggi è sede del locale Museo Etnografico. E sua, sul finire degli anni sessanta, l'idea di riportare alla ribalta le antiche tradizioni nuziali dell'altipiano con la proposta delle "Nozze Carsiche", festa in costume a cadenza biennale che è diventata un appuntamento di grande rilievo nell'ambito delle manifestazioni folkloristiche della provincia. Più che un amico – dice il Sindaco – Kraus è stato per me un maestro di vita e comportamento».
In tante luci, l'ombra densa del crac della Kreditna Banca. «Egon rimase profondamente ferito da quella vicenda – sostiene Alessio Krizman – e la sua colpa, se di colpa si deve parlare, fu solo quella di credere e fidarsi di alcuni personaggi tutt'altro che affidabili. E poi la "politica" fece il resto . . .».
Ieri sono saliti in molti al Municipio di Monrupino per commemorare l'illustre scomparso. Una iniziativa dello stesso Comune, della Cooperativa Carso Nostro e dell'Unione Economica Culturale Slovena.
«Sento la responsabilità di aver raccolto il testimone di Kraus alla guida della cooperativa – ha commentato Martina Repinc – e come avrebbe voluto lui, continuerò innanzitutto a adoperarmi affinché il Museo Etnografico della Casa Carsica di Rupingrande venga definitivamente riconosciuto dalla Regione Autonoma».
Maurizio Lozei