Caso di coscienza 2: su Raiuno la fiction parla in triestino

TRIESTE Una Trieste uguale eppure diversa, perché tagliata ad arte e ricomposta con l'occhio della cinepresa del regista Luigi Perelli, quella che fa da sfondo alla fiction «Un caso di coscienza 2» attualmente in programmazione su Raiuno.
Dopo il successo della prima serie, andata in onda su Raidue nel 2003, Sebastiano Somma è tornato a vestire i panni dell'avvocato Rocco Tasca. Sei gli episodi (il secondo è andato in scena ieri sera), girati tra Trieste e Sofia e ispirati alla cronaca più attuale.
Tasca, paladino della giustizia, in questa «fiction legale» con atmosfere noir in cui, però, si concede spazio al sentimento, combatte le sue battaglie a favore dei più deboli. Lo affiancano l'insostituibile collega Alice (Loredana Cannata) e l'ex carabiniere e detective Virgilio (l'attore bulgaro Stephan Danailov). Con loro collabora, new entry di questa seconda serie, l'anatomopatologa Erica Lacerba (Barbara Livi) specializzatasi a Boston in scienze forensi.
Prodotta da Red Film per Rai Fiction, «Un caso di coscienza 2», realizzata a Trieste con l'assistenza della Friuli-Venezia Giulia Film Commission, ha visto l'impiego di oltre quattrocento comparse, per un totale di settecento presenze. Nel cast ci sono diversi attori triestini, tra cui Maria Grazia Plos che ha recita nel quarto episodio, intitolato «A fondo perduto» e ispirato al crack della Parmalat.
«Finalmente un ruolo da cattiva! - scherza l'attrice - Mi sono entusiasmata a interpretare per esigenze di copione delle brutte azioni che nella vita non compierei mai. A Sofia, poi, dove ho diviso il set anche con i colleghi Alessandro Mizzi, Guido Feruglio e Andrea Di Matteo, scambiare le mie battute con gli atri attori che recitavano in bulgaro è stata un'esperienza curiosa».
«Un ricordo particolare? - continua Maria Grazia Plos -. Una scena d'azione con una ventiquattrore che pesava almeno dieci chili e che, naturalmente, ho finto di portare senza sforzo. La sera, però, finite le riprese ero a pezzi!».
Il casting di «Un caso di coscienza 2» è stato curato dal Teatro Miela e da Novella Castelli, e nei vari episodi hanno recitato anche gli attori Maurizio Zacchigna, Lidia Coslovich, Riccardo Maranzana, Maurizio Repetto, Manuel Fanni Canelles, Michela Cadel, Marzia Postogna, Giorgio Basile, Giuliana Artico, Laura Bussani, Alessandro Predonzan, Massimiliano Lakoseljac, Joel Calligaris e Stefano Scheimer.
La fiction è stata anche l'occasione per il debutto televisivo di quattro giovani diplomati dell'Accademia Teatrale Città di Trieste, Gianmaria Martini, Raffaele Sincovich, Andrea Germani e Sara Cecchet. Nel primo episodio di «Un caso di coscienza 2» Gianmaria Martini, classe '78, ha interpretato il ruolo di Lollo, giovane graffitaro poco sociale e piuttosto «bullo».
«Volevano farmi tagliare i capelli - racconta - ma ho opposto resistenza e alla fine ho vinto io! Con il regista, mi sono trovato benissimo. Già durante il provino Perelli mi ha spiegato come sottrarre enfasi e carica drammatica alla recitazione, chiaramente diversa da quella teatrale. Loredana Cannata, con la quale ho girato una scena, poi, è stata simpaticissima».
Con altri sei ex compagni dell'Accademia Teatrale Città di Trieste Martini ha fondato la compagnia «Teatro Bàndus» che ha debuttato il mese scorso, al Teatro Verdi di Muggia, con lo spettacolo «Us Umbus Fungus. Intrighi e pasticci al castello» di Giustina Testa, prodotto in collaborazione con il Comune di Muggia.
La terza puntata di «Un caso di coscienza 2», dal titolo «Valvole cardiache», sarà in onda giovedì prossimo alle 21 su Rai Uno.
Annalisa Perini