«Un acquario nella ex Pescheria»

di Paola Bolis

Un acquario nella ristrutturata ex Pescheria, rinnovato e decisamente ampliato rispetto alle dimensioni attuali, e dunque ancora più attraente per i triestini ma anche per i turisti ai quali offrire un motivo in più per sostare in città.
L'idea di destinare a questo utilizzo la vecchia Santa Maria del guato, da tre anni in ristrutturazione, viene rilanciata da un numero di cittadini che ha superato quota novecento. Tante sono le firme che i promotori dell'idea hanno raccolto attraverso un banchetto attivato negli scorsi mesi nelle vie del centro cittadino.
Indirizzata al sindaco, la petizione sarà illustrata oggi da una rappresentanza dei suoi promotori - tra cui il pittore Pino Ferfoglia - ai consiglieri comunali della Quinta commissione, quella dedicata alle attività culturali. Sarà forse questa, commenta il presidente della commissione, il forzista Maurizio Marzi, l'occasione per affrontare «in maniera definitiva» la questione del futuro dell'ex Pescheria. L'amministrazione comunale, proseguendo l'opera cui diede il via nel 1999 la giunta Illy, sta recuperando l'immobile per farne un contenitore culturale-museale. Ma per l'ennesima volta, mentre l'orientamento del Comune in merito al tipo di gestione e alle modalità di utilizzo della struttura non è mai stato esplicitato, il dibattito si riaccende su una prospettiva diversa. Quella appunto del maxiacquario. O magari di una sorta di polo del mare turistico-didattico.
In campo non c'è solo la petizione: anche dalle forze politiche giungono segnali. E in modo trasversale. Dall'opposizione Roberto Decarli, dei Cittadini, annota la necessità di «ascoltare le istanze della popolazione» e non esclude a priori che una parte almeno della Pescheria possa essere adibita ad acquario ingrandito, mentre l'allora vicesindaco Roberto Damiani - oggi deputato dei Cittadini stessi - respinse l'opzione a favore di un «polo espositivo». Ma anche nella maggioranza c'è chi scommette sull'acquario: il consigliere di An Salvatore Porro (che ha firmato la petizione) ricorda di essere stato tra i primi, già nel 1999, a parlarne. Mentre il capogruppo forzista Piero Camber rilancia. E con energia, malgrado le frenate decise del sindaco azzurro Roberto Dipiazza e del vicesindaco di An Paris Lippi.
«Di sale culturali ne abbiamo a sufficienza, e teniamo presente - argomenta Camber - che nel Silos ristrutturato il Comune potrà avere un ulteriore ampio spazio a disposizione, eventualmente da affiancare alla Tripcovich». La «mappa» tracciata dal forzista è chiara: nei paraggi della Stazione centrale potrebbe trovare posto un polo culturale-espositivo, mentre sulle Rive andrebbe perseguita la creazione di «un qualche cosa di adeguato ad attrarre il turismo familiare». Cosa? Un polo di attrazione legato appunto al mare, spiega Camber: «La Pescheria potrebbe ospitare l'acquario ampliato e tutti i servizi annessi, dal ristorante ai negozi. Nel magazzino vini potrebbero essere realizzate le grandi vasche di un delfinario. L'area della ex Bianchi si affiancherebbe poi benissimo al resto con la nuova piscina turistica proposta da An».
Ed ecco insomma, nella proposta di Camber, una sorta di «parco turistico-didattico» legato al mare. Ma anche tralasciando la questione del magazzino vini, di proprietà delle Cooperative operaie che ancora non hanno esplicitato le proprie intenzioni, che ne sarebbe del Parco del mare che il presidente della Camera di commercio Antonio Paoletti vorrebbe in Porto Vecchio? «Sono favorevole a una realizzazione di quel tipo - risponde Camber - ma i tempi saranno lunghi». A conti fatti potrebbero passare cinque o sei anni, mentre «sulle Rive un acquario può essere pronto in due o tre anni al massimo, tempistica che può valere anche per il riatto del magazzino vini». Il forzista si spinge più in là: «È un'idea che Dipiazza potrebbe benissimo inserire nel programma del suo secondo mandato».
Curiosamente lanciatagli dal capogruppo del suo stesso partito, la palla viene stoppata dal sindaco secondo il quale «non dobbiamo dare l'impressione di parlare a vanvera». Sottolineando come il progetto, modificato in corso d'opera, permetta ora una «estrema flessibilità», Dipiazza ribadisce che «la Pescheria è un polo museale che negli anni potrebbe diventare qualunque cosa, così come il magazzino vini». Uguale prospettiva, con tutta evidenza molto aperta, per la ex piscina Bianchi: «Ci facciamo una bella piazza, poi studieremo il da farsi». Perché «la dialettica con la popolazione va avanti con mille idee», chiude Dipiazza.
E mentre dall'opposizione il diessino Fabio Omero registra come «la proposta di Camber sembra quella di una Gardaland, contraria cioè a quell'idea di turismo di qualità che abbiamo noi», pollice verso al polo ludico-didattico sulle Rive arriva anche dal vicesindaco Paris Lippi, che giudica quella di Camber «un'idea ottima ma ormai, penso, irrealizzabile. Per vari motivi: primo, bisogna vedere quali saranno i progetti proposti dai privati per l'ex Bianchi. Secondo, il magazzino vini è delle Coop. Terzo, la precedente amministrazione ha voluto che l'ex Pescheria divenisse polo museale con un'idea che aveva una sua logica, quella cioè di portare nel centro cittadino i turisti che si fermavano a Miramare. Andare a pensare un acquario ora, significherebbe rivedere il progetto e ributtare all'aria tutto. L'input giunto dal sindaco del resto - aggiunge Lippi - è di lavorare per potere organizzare nella inaugurata Pescheria, l'anno prossimo, una mostra all'altezza. C'è poi il progetto del Parco del mare di Paoletti: direi che è quella - chiude il vicesindaco - la strada da seguire».