La confessione di Manzano: «Così si droga un ciclista»

ROMA «Così si dopa un ciclista». È questo il titolo della confessione choc dell'ex corridore Jesus Manzano, la cui prima puntata è stata pubblicata ieri dal quotidiano spagnolo «AS» (oggi la seconda).
Licenziato e fuori dal giro già a 25 anni, Manzano dice apertamente di aver deciso di confessare per vendetta contro la sua ex squadra, la Kelme, rea di averlo escluso dalla Vuelta e di non avergli rinnovato il contratto per il 2004.
Manzano al quotidiano racconta che la squadra gli fece praticare l'autoemotrasfusione per il Tour de France e rivela che, prima di una tappa di montagna, gli venne iniettato un prodotto che lo fece svenire.
Il racconto di Manzano è ricco di dettagli. Tra l'altro riferisce che i corridori dovevano versare 3.000 euro per le spese di conservazione del sangue (un litro) che veniva prelevato prima delle corse per essere poi riutilizzato durante le gare.
L'autoemotrasfusione è una pratica dopante già ampiamente utilizzata alla fine degli anni '70, primi anni '80. Venne proibita a causa dei rischi di carattere prevalentemente igienico. Consiste nel prelevare sangue da un atleta e reimmetterlo dopo un certo periodo di tempo provocando così un arricchimento del sangue stesso.
Pronte le reazioni da parte della Federciclismo spagnola (che si prepara a querelare il corridore e intanto ha deciso di aprire un'inchiesta anche se Manzano non è più tesserato), della Kelme (che sta studiando di adire le vie legali) e della Rcs Sport che ha preso in considerazione l'ipotesi di escludere dal prossimo Giro d'Italia.
Gli organizzatori del Giro hanno reso noto che stanno «valutando con attenzione le dichiarazioni del corridore Jesus Manzano e il convolgimento della squadra in cui militava. La Rcs Sport, inoltre - conclude una nota - si riserva il diritto di prendere decisioni in merito a questi fatti, prima di confermare la partecipazione della Kelme al Giro d'Italia».
n REBELLIN Dopo la brutta caduta alla Milano-Sanremo di sabato Davide Rebellin tornerà in gara nel prossimo fine settimana partecipando al Criterium International in Francia. La visita dal dottor Giuliano Poser, medico di fiducia del leader della Gerolsteiner, ha evidenziato una rotazione del ginocchio destro verso l'esterno e un ematoma al gluteo destro che rende ancora difficile a Rebellin il movimento corretto dell'articolazione inferiore della gamba.