Il gran fascino di un'artista tuttofare in palcoscenico

di Giorgio Placereani
La sua caratteristica era la completezza. Certo, questo è il sogno di tutte le soubrette, come si diceva ai tempi di Delia Scala, mentre oggi è un po' fuori moda: saper cantare, ballare, recitare al tempo stesso, reggere lo spettacolo, essere una deliziosa conduttrice. Oggi si tende a partire dal possesso di una di queste abilità per raggiungere, non senza sforzo, le altre, come uno stato che si espande a spese dei vicini.
A Delia Scala riusciva naturale. Fu artista completa, che alla sua apparizione incarnò il modello moderno della soubrette in opposizione a quello classico e statuario, dai memorabili guardaroba, alla Wanda Osiris per intenderci.
Dinamica ed emancipata col suo caschetto biondo, Delia Scala faceva di tutto, e lo faceva in fretta, e apparentemente senza sforzo (non che quelli fossero tempi in cui era concesso di esibire lo sforzo, come poi è venuto di moda).
Nella memorabile «Canzonissima» del 1959, di Antonello Falqui, la sua completezza e versatilità le permisero di reggere sulle spalle la trasmissione, come Atlante il mondo, nonostante l'apporto di grandi come Panelli e Manfredi. Possiamo ben dire che fu l'incarnazione femminile, benché non l'unica, del grande periodo del varietà tv, dell'epoca d'oro.
E le sue gambe agili e muscolose portarono anche un brivido, non diciamo di erotismo, ma certo un che di stuzzicante, in quella tv pudibonda (giusto l'anno prima di «Canzonissima» i censori avevano costretto Delia Scala a trasformare un «can-can» in un «cin-cin»). Del resto lei era per natura frizzante; e ci giocò sopra anche nel suo debutto a «Carosello» (1957) reclamizzando le polverine Idriz per fare l'acqua frizzante in casa.
Divertente trasposizione retorica! Lei era un'attrice spiritosa, ironica - ciò che la rendeva adattissima per scherzose epopee matrimoniali, da «Lui e lei» con Taranto a «Signore e signora» con Buzzanca. E anche al suo ultimo impegno televisivo, «Io e la mamma», è spiritosa come sempre.
Una vita segnata di tragedie (la morte del fidanzato motociclista, il cancro affrontato e superato), con lunghe assenza dal video, al quale sempre sapeva ritornare con grande, sorridente, signorile professionalità.