Clan, la difesa di Strangio «Non è un 'ndranghetista I trasporti? Non estorti»

BOLOGNACorre veloce a Bologna l'udienza preliminare - limitatamente agli imputati che hanno puntato sul rito abbreviato o sul patteggiamento - legata all'operazione Grimilde, cioè l'inchiesta che secondo la Dda di Bologna ha smantellato la 'ndrangheta radicatasi a Brescello (il Comune fra l'altro è stato sciolto nel 2016 per condizionamenti mafiosi). Dei 48 imputati che stanno affrontando il procedimento con rito abbreviato (quindi con sconto di pena di un terzo), ieri è stata la volta di Giuseppe Strangio, 50 anni, residente a Traversetolo (Parma) ma che si trova in carcere a Napoli. Per lui il pm Beatrice Ronchi ha chiesto una pesante condanna: 14 anni e 4 mesi di reclusione. Strangio è accusato di associazione mafiosa e secondo l'accusa «ha partecipato alle riunioni della consorteria in cui sono state pianificate le condotte criminose della cosca e prese le decisioni fondamentali per mantenerla e rafforzarla». Sempre per gli inquirenti il 50enne sarebbe intervenuto «per dirimere conflitti con soggetti esterni al clan». Quest'ultimo passaggio si riferisce alla vicenda mantovana della Riso Roncaia, in cui Strangio è accusato - in concorso con altri - di estorsione. Una vicenda intricata, che vede l'imprenditore Claudio Roncaia accusato (con il socio Massimo Scotti e altre persone) di una truffa ai danni dell'Unione europea (un finanziamento comunitario ottenuto nell'ottobre 2015 in cambio della fornitura di diverse tonnellate di riso, tramite una proroga supportata però da atti falsi). Strangio, come camionista (per Muto logistica e trasporti srl) avrebbe avuto incarichi dalla Riso Roncaia «a prezzi superiori del 20% a quelli praticati dall'azienda». Accuse rispedite al mittente dal difensore Fabrizio Sessa: «È innocente e non appartiene alla 'ndrangheta, ha avuto un rapporto di lavoro con la Riso Roncaia che si è esaurito dopo 15 trasporti. Non ha mai estorto alcun contratto per i viaggi, che gli sono stati assegnati liberamente dalla ditta - conclude il legale - e peraltro pagati 7 mesi dopo e con un compenso nella norma. Assurdo che sia in carcere». Venerdì nuova udienza nell'aula-bunker. --© RIPRODUZIONE RISERVATA