Grimilde, chiesti oltre dodici anni per Villirillo

BOLOGNAFila verso la sentenza - con "tappe" a raffica dell'udienza preliminare - il filone processuale dei riti abbreviati legati all'operazione antimafia Grimilde della Dda di Bologna, esplosa nel giugno dello scorso anno e con Brescello nel mirino.Di recente sono state affrontate - con le arringhe difensive - le posizioni degli imputati Leonardo Villlirillo (53 anni, di Crotone, assistito dal legale Mario Nigro), Filippo Mattiolo (52 anni, domiciliato a Viadana, tutelato dall'avvocato Francesco Mattioli) e Luigi Muto (classe 1975, in carcere a Voghera, difeso dall'avvocato Vito Villani). Per Villirillo - che è accusato di associazione mafiosa - la pm Beatrice Ronchi ha chiesto 12 anni di reclusione. Per la Dda il 53enne sarebbe stato utilissimo per il clan con le sue conoscenze contabili.Nel luglio scorso l'accusa - in due udienze - ha completato la requisitoria. Nell'inchiesta, che secondo la Dda di Bologna ha smantellato la 'ndrangheta radicatasi a Brescello (il Comune fra l'altro è stato sciolto nel 2016 per condizionamenti mafiosi), sono finite una ottantina di persone. Nell'aula-bunker del carcere bolognese della Dozza l'udienza preliminare si è poi divisa in due tronconi: 22 imputati (poiché per il 23esimo è stato dichiarato il non luogo a procedere) hanno scelto il rito ordinario a Reggio Emilia (tra questi Francesco Grande Aracri e il figlio Paolo), mentre 48 imputati hanno optato per il rito abbreviato. Quest'ultimo troncone è quello che si appresta alle battute finali. Nella due giorni la pm Ronchi prima si era soffermata sull'affare Oppido e sulla famiglia Muto, per poi concentrarsi sulla famiglia Grande Aracri di Brescello e sul ruolo chiave dei cosiddetti colletti bianchi ritenuti al servizio della cosca. --© RIPRODUZIONE RISERVATA