Salvatore Grande Aracri si difende a tutto campo durante un'udienza fiume

Ambra Prati / REGGIO EMILIA. Ha parlato per tre ore e mezza, difendendosi strenuamente e negando con forza l'accusa più grave, quella di far parte di un'associazione a delinquere di stampo mafioso. Ieri a Bologna, durante il rito abbreviato - fase che sarà tutt'altro che breve, considerando il numero di imputati che hanno chiesto di essere sottoposti al confronto -, il protagonista assoluto dell'udienza è stato Salvatore Grande Aracri, collegato in videoconferenza dal carcere. Che più volte ha ribadito l'impossibilità di ritenerlo un mafioso. Siamo nell'ambito del processo Grimilde, allestito dalla Dda nel giugno scorso, che ha smantellato la cosca di 'ndrangheta con epicentro a Brescello, feudo di Francesco Grande Aracri (fratello maggiore del boss di Cutro, Nicolino), dei figli Paolo e Salvatore e di numerosi altri presunti affiliati, 22 dei quali hanno scelto il rito abbreviato. Secondo l'accusa Francesco Grande Aracri e il figlio Salvatore sarebbero stati i capi, promotori e organizzatori della consorteria. Sono diversi gli episodi contestati dall'accusa: Salvatore, tramite colloqui col padre detenuto, avrebbe veicolato informazioni e scambi di contatti tra affiliati; avrebbe svolto il ruolo di prestanome (c'è un lungo elenco di intestazioni fittizie) per le società del padre; avrebbe tenuto contatti con il boss Nicolino, suo zio, partecipando a un vertice nel 2011 in occasione della sua scarcerazione; avrebbe svolto azioni estorsive sotto forma di recupero di crediti. Ieri la scena dell'interrogatorio, a porte chiuse e in camera di consiglio, è stata tenuta dall'imputato, che ha risposto punto per punto alle domande poste prima dal giudice Sandro Pecorella, poi dal pm Beatrice Ronchi e infine dall'avvocato difensore Giuseppe Migale Ranieri. Una seduta fiume, durata dalle 10.30 alle 14, durante la quale Salvatore Grande Aracri ha parzialmente ammesso il lungo elenco di intestazioni fittizie, spiegandole con il fatto che essendo un protestato non poteva intestarsi alcunché; ha negato con forza un'estorsione, ha affermato di avere interrotto i rapporti con i Grande Aracri calabresi dal 2013 per dissapori, mentre sulla famosa cena al ristorante Antichi Sapori del 2011 ha ammesso di frequentare quel locale in quel periodo, ma nello specifico di non ricordare una sua presenza. La prossima udienza del processo è in programma il 29 luglio, mercoledì prossimo. --© RIPRODUZIONE RISERVATA