Grimilde, tra le parti civili anche la Regione e i sindacati

BOLOGNAOltre ai sindacati Cgil, Cisl e Uil, il Gup di Bologna, Sandro Pecorella, ha ammesso le costituzioni di parte civile nel processo di 'ndrangheta Grimilde presentate da istituzioni, associazioni e privati. Tra le parti civili ammesse ci sono la presidenza del Consiglio, il ministero delle Infrastrutture, l'Agenzia per i beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, la Regione Emilia-Romagna, i Comuni di Brescello, Reggio Emilia, Piacenza e Zola Predosa e Libera. Costituendosi parte civile nel processo, le tre sigle confederali spiegano di «voler ribadire ancora una volta la volontà di combattere e contrastare il crimine organizzato di origine mafiosa, come avvenuto nel processo Aemilia, al quale è connesso il processo Grimilde, e tutte le forme di illegalità nel mondo del lavoro, che sono ormai dichiaratamente penetrate anche in Emilia-Romagna». Infatti, proseguono i sindacati, «la formalizzazione dell'ipotesi di accusa nel procedimento Grimilde, i 16 arresti e il coinvolgimento di 83 persone esplicitano ulteriormente e in modo macroscopico la dimensione dei problemi con i quali siamo chiamati a misurarci».Il processo conta infatti 83 imputati - tra cui Francesco Grande Aracri, fratello di Nicolino, i figli Paolo e Salvatore e l'ex presidente del consiglio comunale di Piacenza, Giuseppe Caruso - alcuni dei quali coinvolti anche nel processo Aemilia. Quasi tutti gli enti locali che si sono costituiti parte civile sono stati ammessi perché sul loro territorio è stato contestato il reato di associazione mafiosa. Fa eccezione, in questo senso, il Comune bolognese di Zola Predosa, che come spiega l'avvocato Maria Gioia in una nota «è entrato nel processo in relazione a un "delitto di scopo" pur con l'aggravante di aver agevolato l'associazione mafiosa».Questo, prosegue la legale, costituisce «un successo sul piano tecnico-processuale, oltre che su quello etico», e «una novità di un certo rilievo, e si pone in linea con il progressivo ampliamento della platea di attori rappresentativi della società civile che viene, dalla giurisprudenza, ritenuta legittimata a costituirsi parte civile nei processi di mafia». Molto soddisfatto anche il sindaco Davide Dall'Omo, che si dice «contento che il giudice abbia accolto la nostra richiesta» e definisce l'ammissione tra le parti civili del comune «un risultato importante per tutta la comunità zolese». Nell'udienza di ieri, inoltre, Pecorella ha deciso di rinviare al momento della discussione delle posizioni dei singoli imputati le eccezioni sulla competenza territoriale avanzate dalle difese. L'udienza preliminare proseguirà lunedì prossimo, quando saranno interrogati alcuni imputati che hanno chiesto di essere sentiti dal giudice. --© RIPRODUZIONE RISERVATA