Condanne definitive, si torna in carcere

Ambra Prati / REGGIO EMILIAGiornata campale ieri per l'Arma, impegnata dall'alba al tramonto nell'esecuzione delle sentenze emesse dalla V Sezione Penale della Cassazione che mercoledì scorso ha reso definitive e immediatamente esecutive le condanne per gli imputati che avevano scelto il rito abbreviato nella prima fase di Aemilia, quella svoltasi a Bologna davanti al Gup Francesca Zavaglia. In carcereSi sono aperte le porte del carcere per circa la metà della trentina di persone destinate all'arresto, per gli altri si procederà oggi. Tra i primi ad essere accompagnati in carcere il giornalista Marco Gibertini (9 anni e 4 mesi), prelevato alle 11 a Rubiera e ora dietro le sbarre a Modena; lunedì il suo difensore Liborio Cataliotti presenterà l'istanza al tribunale della Sorveglianza per il ripristino dei domiciliari. L'imprenditore Giovanni Vecchi (4 anni e 10 mesi), dalla sua abitazione in città è stato accompagnato in via Settembrini verso mezzogiorno; diviso dalla moglie Patrizia Patricelli (medesima pena) perché alla Pulce non esiste la sezione femminile. Sono già in carcere anche Domenico Curcio (4 anni e 6 mesi), Giulio Giglio (fratello del pentito Giuseppe, 4 anni), Antonio Frizzale (3 anni e 4 mesi). Tra i nomi di spicco è finito dietro le sbarre Antonio Gualtieri, che aveva ottenuto i domiciliari per problemi di salute: il braccio destro del boss Nicolino Grande Aracri, con lui fotografato a Bologna, deve scontare 12 anni.IL CONTEGGIODei 71 imputati presenti all'esordio del maxiprocesso contro la 'ndrangheta con epicentro Reggio Emilia, sono stati 46 coloro che hanno presentato ricorso in Cassazione, che ha confermato le pene quasi in toto, ad eccezione dell'annullo con rinvio in Appello per Giuseppe Pagliani e Michele Colacino, per i quali il processo è da rifare partendo dal secondo grado. Da questi 44 sono da spuntare una decina di persone che hanno rimediato condanne inferiori ai tre anni ( pena sospesa, niente carcere). Una trentina quindi, considerando che i cosiddetti "capibastone" erano già detenuti in regime di massima sicurezza al 41-bis, gli accompagnamenti in carcere effettuati ieri.IL CONTAGOCCE Sulle sentenze occorre ricalcolare quanto rimane da espiare per ciascun condannato. Un conteggio eseguito dalla Procura Generale di Bologna che ha poi trasmesso le singole posizioni. Per questo i mandati per l'esecuzione degli arresti sono arrivati con il contagocce al Comando provinciale dei carabinieri di Modena, che per l'operazione aveva richiesto il supporto dei Nuclei Investigativi del Norm di Parma e Piacenza. Circa 180 carabinieri, che hanno dato mandato (via Pec) ai colleghi di Catanzaro o Foggia per le persone lì residenti, mentre in regione hanno fatto la spola tra le residenze e gli istituti detentivi delle varie province. -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI