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Tiziano SoresinaINVIATO A ROMAFatture false e il reimpiego di capitali di provenienza illecita. Due capi d'imputazione del tutto simili - il 119 e il 122 - che verranno ridiscussi in Appello coinvolgendo tre imputati: Francesco Lamanna (ritenuto dagli inquirenti il boss con le mani sul Cremonese e il Mantovano), Romolo Villirillo (per la Dda figura di spicco della cosca emiliana, di collegamento fra vari territori al nord) e Francesco Frontera (inquadrato dagli investigatori come un affiliato al clan).Per capirci, i tre sono stati giudicati con il rito abbreviato e la loro responsabilità penale relativa all'accusa di associazione mafiosa rimane cristallizzata, quindi le rispettive condanne verranno aumentate o diminuite in Appello a seconda che vengano condannati od assolti.Il capo d'imputazione 119 - che coinvolgerà nuovamente in secondo grado Villirillo e Frontera - è relativo a vicende che l'Antimafia colloca fra il 2011 e il 2012 a Reggio Emilia, Modena, Verona, Vicenza e la Germania. L'accusa riguarda denaro (centinaia di migliaia di euro) proveniente dal clan Grande Aracri di Cutro e dall'autonoma "costola" emiliana, che sarebbe stato investito nell'attività di fatturazione per operazioni inesistenti. Da qui l'indicazione di nove imprese che sarebbero state utilizzate per la falsa fatturazione. Il capo d'imputazione 122 - che tira in ballo sempre Villirillo e Lamanna - avrebbe come scenario il Piacentino nel 2010. Secondo gli inquirenti stessa origine del denaro finanziatore, tre ditte usate per le false fatture.Villirillo e Lamanna sono difesi dall'avvocato Luigi Colacino, mentre Frontera dal legale Sergio Rotundo. -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI