Confermati i nove anni e quattro mesi a Gibertini

INVIATO A ROMAIl ricorso presentato in Cassazione dall'avvocato difensore Liborio Cataliotti si concentrava sul mancato riconoscimento - in Appello - delle attenuanti generiche al suo assistito, cioè il volto tv reggiano Marco Gibertini, 52 anni, da tempo agli arresti domiciliari: «L'aspetto della collaborazione non è stato valorizzato in sentenza - spiega Cataliotti - perché un primo memoriale era stato interpretato come superficiale dal gup, che aveva mantenuto in cella Gibertini. A quel punto, nel giugno 2015, era stato depositato un secondo memoriale davanti al Riesame che l'aveva giudicato positivamente, facendo uscire di carcere Gibertini. Un comportamento giudiziario che va premiato concedendo le attenuanti generiche». Ma la Corte di Cassazione ha poi confermato la condanna a 9 anni e 4 mesi per concorso esterno all'associazione mafiosa, comminatagli sia in primo sia in secondo grado.Mancava un quarto alle 13, invece, quando ieri sono entrati in scena gli avvocati di parte civile. Sulla carta 29 posizioni, in aula però vi erano meno rappresentanti legali. Quasi tutti hanno depositato conclusioni scritte, a cui l'associazione antimafia Libera, tramite l'avvocato Enza Rando, ha aggiunto «una memoria che dà la consistenza del grosso danno subìto da una piccola associazione come la nostra». Hanno depositato conclusioni la Regione Emilia-Romagna, il Comune di Reggio Emilia (attraverso l'avvocato Santo Gnoni), i Comuni di Brescello e Montecchio, la Cgil di Reggio, Modena ed Emilia-Romagna, il Comune di Sala Baganza, Fita-Cna, Cisl Emilia-Romagna, il Comune di Finale Emilia e la Provincia di Modena. Oltre ai legali della Cgil, anche l'avvocato di parte civile Roberto Sutich - che tutela la giornalista reggiana Sabrina Pignedoli - si sofferma sul caso che segue: «Non vi sono censure di genericità e difetto di concretezza, la telefonata che ricevette la coraggiosa giornalista dal poliziotto Domenico Mesiano era inequivocabile. Voleva impedirle di scrivere della famiglia Muto e di questa telefonata erano al corrente anche altri, a partire da Marco Gibertini. Vi sono molti elementi che provano come Mesiano si fosse messo a disposizione di individui apicali della 'ndrangheta come Nicolino Sarcone». --T.S. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI