I riti abbreviati oggi alla prova finale della Cassazione

REGGIO EMILIAÈ una giornata cruciale, oggi, per la prima tranche di condanne del maxi processo Aemilia. L'inchiesta contro il radicamento della 'ndrangheta al nord è alla prova del terzo grado di giudizio per gli imputati condannati in secondo grado con rito abbreviato. Alle 10, in V sezione della Corte suprema, si terrà il giudizio di legittimità, che dovrà stabilire se il processo si è svolto secondo le regole. Una sentenza di peso anche per il processo con rito ordinario celebrato nell'aula bunker di Reggio Emilia e ora in attesa della sentenza.In ballo ci sono le condanne degli imputati in abbreviato, considerati i capi dell'organizzazione. A partire dal boss di Cutro Nicolino Grande Aracri, condannato a sei anni e otto mesi, a nomi considerati referenti del clan in terra emiliana come Alfonso Diletto (condannato a 14 anni), Romolo Villirillo (12 anni), Antonio Gualtieri (12 anni), Francesco Lamanna (12 anni) e Nicolino Sarcone (15 anni). Ma si tratta di un pronunciamento importante anche per l'avvocato ed ex esponente politico di Forza Italia Giuseppe Pagliani: assolto in primo grado, è stato condannato in secondo a quattro anni per concorso esterno. E per il poliziotto che era in servizio in questura a Reggio Emilia Domenico Mesiano (8 anni e sei mesi). Attende il terzo grado anche un altro poliziotto, della questura di Catanzaro, Antonio Cianflone, condannato anche in secondo grado a 8 anni e 6 mesi. E poi ci sono il giornalista Marco Gibertini (9 anni e 4 mesi), il funzionario del Comune di Finale Emilia Giulio Gerrini (2 anni e 4 mesi), unico funzionario della pubblica amministrazione coinvolto in Aemilia, l'imprenditore Giovanni Vecchi e la compagna Patrizia Patricelli (4 anni e 10 mesi), la commercialista bolognese Roberta Tattini (8 anni). -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI