Iaquinta scrutatrice, scoppia il caso Brescello

BRESCELLO Una denuncia ai carabinieri è stata presentata sabato contro l'assegnazione del ruolo di scrutatrice alle elezioni a Maria Iaquinta, madre di Giuseppe Belfiore, convivente della figlia del boss della 'ndrangheta Nicolino Grande Aracri e sorella di Giuseppe Iaquinta, imputato nel processo Aemilia. L'ha presentata Catia Silva, ex consigliere comunale della Lega a Brescello, comune commissariato per infiltrazioni mafiose e in una frazione del quale, Sorbolo a Levante, la Iaquinta ha operato da scrutatrice. La Silva, che ha segnalato l'episodio insieme a Leonardo Soncini, esprime nella denuncia «stupore negativo relativo solo alla predetta parentela e al fatto che nel primo comune emiliano sciolto per 'ndrangheta una scrutatrice possa essere riconducibile a soggetti di parentela con gravi condanne. Chiediamo in che modo possano essere stati effettuati tali sorteggi e dato che sono stati effettuati in Comune, se ci fosse la possibilità di non inserirla per non alterare gli animi dei cittadini di Brescello». «Trovo solo io inopportuno - ha commentato su Facebook la deputata reggiana M5s, Maria Edera Spadoni - che chi in un qualche modo ha contatti o parentele con persone implicate nel processo Aemilia faccia parte di un seggio elettorale? Se sarò eletta, e se ci saranno gli estremi per poter far chiarezza sull'episodio, presenterò un'interrogazione parlamentare per capire se, in questi casi, è conforme a legge fare controlli pre-post dei componenti del seggio». Una risposta a questi interrogativi viene fornita da uno dei commissari che reggono provvisoriamente il Comune, Antonio Giannelli, che illustra le procedure che portano alla scelta degli scrutatori. «Il 5 febbraio 2017 - spiega - è stata pubblicata sull'albo pretorio del Comune e diffusa in altri luoghi pubblici la convocazione della commissione elettorale. L'assemblea si è svolta pubblicamente in Comune ed è stata individuata la procedura da seguire, ossia affidare la scelta degli scrutatori a un elaboratore informatico, che ha provveduto a un'estrazione automatica. Nello specifico, la signora risulta regolarmente iscritta all'albo degli scrutinatori dal 2002. E, sottolineo, dal tribunale non è mai arrivata nessuna segnalazione o comunicazione a suo carico». Anche se la procedura non lo prevede, la commissione - consapevole delle vicissitudini familiari della donna, e per non lasciare nulla al caso - ha condotto ulteriori accertamenti, tra cui l'esame del casellario giudiziale, dal quale non è emerso nulla a carico della scrutatrice, che ha potuto regolarmente svolgere la propria mansione al seggio numero 5 di piazza Pallini a Sorbolo Levante.