Mafie, ecco l'Ufficio per la legalità

REGGIO EMILIADal primo dell'anno in tutti i Comuni della provincia di Reggio Emilia è pienamente operativo, dopo alcuni mesi di sperimentazione, il Protocollo di legalità contro le infiltrazioni mafiose nel settore dell'edilizia privata e dell'urbanistica. Un testo che alza notevolmente i controlli sulle aziende titolari di procedimenti edilizi o incaricate di eseguire i relativi lavori. All'interno di questo percorso di rafforzamento della legalità rientra anche un'altra importante novità, unica in tutta Italia: l'Ufficio associato legalità (Ual), istituito da Provincia e Comune di Reggio Emilia per gestire l'enorme mole di documentazione antimafia necessaria alla prefettura e alla banca dati nazionale antimafia, semplificando l'attività delle singole amministrazioni ed evitando duplicazioni nell'avvio dei procedimenti che farebbero perdere tempo prezioso alle aziende. A presentare l'Ual ad associazioni e ordini professionali sono stati, ieri mattina, il presidente della Provincia di Reggio Emilia Giammaria Manghi e il sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi, insieme all'assessore alla Rigenerazione urbana e del territorio Alex Pratissoli. L' Ufficio ha sede nei locali della Provincia in corso Garibaldi 6 ed è costituito da personale della Provincia e del Comune capoluogo. Nello specifico si occuperà di dare concreta attuazione al Protocollo di legalità senza gravare eccessivamente sull'attività degli uffici comunali, in particolare quelli più piccoli che hanno già poco personale, senza introdurre ulteriori rallentamenti amministrativi in un settore già fortemente colpito dalla crisi economica. Il Protocollo originario contro le infiltrazioni mafiose era stato sottoscritto dalla prefettura nel novembre 2015 con il Comune di Reggio Emilia e nel giugno 2016 con tutti gli altri territori reggiani. «Si tratta di uno strumento di grande importanza - ha spiegato Manghi - che, grazie all'Ufficio associato legalità costituito da Provincia e Comune di Reggio Emilia, riserva attenzione anche ai tempi per non bloccare le attività del pubblico e del privato: i protocolli rappresentano la pietra angolare della lotta per la legalità sul versante amministrativo e testimoniano, oltre a trasparenza e coerenza con gli impegni assunti, come un intero sistema si sia con responsabilità messo in campo per accrescere la propria impermeabilità alle infiltrazioni malavitose». Una soddisfazione condivisa anche dal sindaco Vecchi: «Livello di attenzione e consapevolezza sono nati in tempi non sospetti, già nell'estate del 2014, subito dopo il nostro insediamento e qualche mese prima dell'indagine Aemilia, quando in particolare con l'assessore Pratissoli abbiamo iniziato a lavorare insieme alla prefettura a questo nuovo e ulteriore protocollo per la legalità». Si è trattato, conclude Vecchi, «di un passaggio coerente rispetto a una stagione avviata già prima, con i protocolli per i controlli nei cantieri e sugli appalti pubblici, che ha per altro aperto la strada per arrivare al superamento in tutta la provincia del criterio del massimo ribasso». (l.g.)