Urbanistica e politica rientrano in aula

REGGIO EMILIASi profila come piuttosto interessante la prossima udienza del maxi processo - in programma l'11 gennaio - perché incentrata su deposizioni che i tre giudici ritengono importanti per la ricostruzione di quel periodo storico di Reggio Emilia al centro del maxiprocesso (dal 2004 in avanti) e che per l'accusa ha portato ad un forte radicamento della 'ndrangheta. Il lato urbanistico verrà affrontato con Potito Scalzulli: l'ex dirigente del Catasto di Reggio Emilia ha presentato prima una serie di esposti, poi di recente ha depositato un dossier quando è stato sentito in Commissione antimafia, ipotizzando un sistema-catasto frutto di «illeciti di natura amministrativa e/o penale in essere e/o accaduti nel passato e riconducibili a fenomeni di disordini amministrativi quali aver favorito evasione fiscale, perpetrato ingenti danni erariali, perseguito favoritismi in politica di gestione del personale e lasciato correre sprechi di risorse pubbliche». Mentre la decisione dei giudici di far deporre Franco Corradini (ex assessore comunale alla Legalità) ed Enzo Ciconte (fra i massimi esperti di criminalità organizzata, con i suoi studi divenuto consulente del Comune di Reggio Emilia) appare più tesa a far luce sulla consapevolezza dei politici reggiani relativamente alle dinamiche 'ndranghetistiche.©RIPRODUZIONE RISERVATA