«Aemilia bis rinviato ma non per carenze legate ai magistrati»

REGGIO EMILIA«Le parole della senatrice Mussini non corrispondono al vero. Il rinvio di udienza del processo Aemilia-bis non è stato disposto per carenza di magistrati: ho investito della questione la Direttrice generale per i magistrati del ministero che dopo aver parlato personalmente con la Reggente del Tribunale di Reggio Emilia me ne ha dato conferma». Lo afferma, in una nota, il ministro della Giustizia Andrea Orlando, che risponde a Maria Mussini, vicepresidente del gruppo misto, dopo aver dichiarato che il processo Aemilia-bis è stato rinviato di sei mesi per carenza di magistrati. «Tale rinvio risponde ad una scelta organizzativa della magistratura reggiana, assunta nella consapevolezza che il processo non è a rischio prescrizione e che il Ministero ha disposto quanto possibile per rafforzare gli organici della magistratura: è in arrivo anche un nuovo magistrato e personale amministrativo. Tali scelte della magistratura non possono essere sindacate dal Ministro, immagino nemmeno dalla Senatrice Mussini», aggiunge il guardasigilli. «Da quando sono ministro ho disposto che il concorso per l'accesso alla magistratura venisse organizzato ogni anno. In questo modo siamo riusciti come Governo a raggiungere l'obbiettivo di colmare completamente i vuoti nell'organico creati dal blocco dei concorsi che si era determinato in passato. Queste sono le competenze costituzionali del Ministro della Giustizia: organizzati i concorsi, le assegnazioni dei magistrati agli uffici giudiziari competono al Csm», prosegue Orlando. «Inoltre, le critiche della senatrice Mussini agli Stati Generali contro le Mafie sono evidentemente frutto di una sua scarsa attenzione a quei lavori, che sono stati invece importanti e sono stati seguiti da parlamentari di tutte le forze politiche, dalla magistratura e dalle forze dell'ordine. Spiace, ma ce ne faremo una ragione, che per la senatrice Mussini la propaganda politica spicciola sia più importante del mantenere un fronte unitario dello Stato contro le mafie», conclude il ministro.