«Il tema mafia ignorato a scuola»

BRESCELLOLa lotta alla mafia deve partire dalla scuola. Questo il pensiero del "Gruppo di discontinuità", nato su Facebook dopo lo scioglimento del Comune per condizionamenti mafiosi dall'iniziativa di Paolo Monica e della moglie Lorella Galli. I due, dopo aver promosso diverse iniziative, si sono rivolti alla dirigente scolastica dell'istituto comprensivo di Brescello e Poviglio, Elisabetta Mangi, per chiedere se e in che modo siano stati trattati i temi che hanno portato Brescello a essere il primo Comune in regione commissariato per mafia. «Questi due anni di commissariamento non possono passare come se nulla fosse accaduto - scrivono -. Ci preoccupa l'indifferenza delle persone, ci preoccupa l'incapacità di buona parte della politica, mentre l'associazionismo con il suo silenzio e la chiesa con le sue dichiarazioni hanno di fatto negato ciò che è avvenuto. Riteniamo quindi che la scuola pubblica di Brescello non possa più essere la stessa di prima, dopo il commissariamento, perché verrebbe meno il contributo che deve dare al cammino educativo alla legalità e alla responsabilità delle donne e degli uomini di domani e allo sviluppo della loro coscienza civica. Ci rivolgiamo quindi a lei perché pensiamo sia necessario spiegare ai bambini e ai ragazzi il fenomeno mafioso e i danni che crea ovunque, partendo da quelli causati nel loro paese, Brescello. Pensiamo ci sia bisogno di una "scuola aperta", che crei le condizioni per una forma alternativa di progetto educativo con il contributo di tutti e con il controllo costante dei docenti e della società esterna, senza indebite ingerenze nel lavoro quotidiano degli insegnanti, ma sul piano della trasparenza. Pensiamo che occorra una scuola che orienti i bambini e i ragazzi verso la conoscenza della comunità, verso la partecipazione, verso l'interesse per gli altri e lo sviluppo del senso di giustizia. La mafia si può e si deve spiegare ai bambini e ai ragazzi, ma non è sufficiente farlo parlando di legalità». «Le chiediamo pertanto - concludono Monica e Galli - quali progetti sono attivi o si intendono attivare affinché i bambini e i ragazzi di Brescello siano informati e non dimentichino ciò che è avvenuto nel loro paese».