Il clan in un disegno di Valerio

REGGIO EMILIADurante il controinterrogatorio il pentito Antonio Valerio aveva risposto all'incalzare di un difensore con una battuta: «Devo farle un disegno?». E il presidente Francesco Caruso l'aveva pure sollecitato a prendere carta e penna.Stavolta però il disegno è spuntato davvero, depositato dai pm Marco Mescolini e Beatrice Ronchi a cui è stato consegnato dal collaboratore di giustizia nell'interrogatorio affrontato mercoledì scorso. Un disegno - con riga e compasso - in cui Valerio ha illustrato come il clan 'ndranghetistico emiliano con epicentro a Reggio Emilia avesse «una struttura orizzontale e parallela». Nei 14 cerchi le sfere d'influenza dei soliti "big" più volte citati (Sarcone, Diletto, Lamanna, Silipo, Bolognino, Blasco, Muto, lo stesso Valerio ed altri), mentre le righe spiegano i vari contatti. Un disegno che ha alzato un discreto polverone in aula e diversi avvocati difensori hanno poi chiesto che il collaboratore di giustizia venga risentito proprio su questo documento. «Valerio aveva detto che tre soggetti erano a capo del clan e tutti gli altri sotto - rimarca l'avvocato Carmen Pisanello - invece in questo disegno le cose stanno diversamente, è una cosa nuova, vogliamo esaminarlo per vedere come spiega tutto ciò». Dell'interrogatorio in cui è maturato il disegno i due pm non dicono nulla («È stato sentito su altre cose non legate al processo»). Che la mano fosse quella di Valerio è stato alla fine dato per certo, ma ora la Corte dovrà valutare se acquisire agli atti quel documento e contestualmente se sentire il pentito.