I legali chiamano in aula gli ex sindaci

di Tiziano SoresinawREGGIO EMILIAUna cinquantina di persone chiamate a testimoniare: è la richiesta alla Corte da parte di un nutrito numero di difensori come conseguenza della deposizione-fiume del pentito Antonio Valerio. Se questa richiesta passerà sarà come un tornado, un processo nel processo. E si chiede di sentire a controprova nomi eccellenti, specie per verificare i "passaggi" più delicati delle rivelazioni del collaboratore di giustizia, cioè i favoritismi fra pubblica amministrazione e costruttori calabresi in odore di 'ndrangheta. Due le lottizzazioni sospette indicate nelle scorse udienze da Valerio.La prima: «Ci furono dei favoritismi, ci sono stati dei cambi di destinazione d'uso da parte del Comune, come un'area immensa a Pieve Modolena». Per questo intervento urbanistico a Pieve - che affonda le radici nel primo decennio Duemila - gli avvocati Gregorio Viscomi (difende Pasquale Brescia) e Stefano Vezzadini (tutela Gianluigi Sarcone)chiedono che venga a chiarire una serie di amministratori e tecnici: gli ex sindaci Antonella Spaggiari e Graziano Delrio, l'ex assessore all'urbanistica Ugo Ferrari, Maria Sergio (la moglie dell'attuale sindaco Luca Vecchi è stata dirigente all'urbanistica del Comune di Reggio) e Guido Ligabue (pure lui ex dirigente all'urbanistica in municipio a Reggio). Stesso discorso di favoritismi per aree rese edificabili a Prato di Correggio, cioè il secondo intervento indicato da Valerio che ha tirato in ballo la famiglia Brescia (che comprò i terreni fra il 2006 e il 2008) e il Comune di Correggio, concludendo il suo discorso con una frase inquietante: «La procedura urbanistica tecnicamente si può, soprattutto se c'è il tecnico all'urbanistica che piglia il quibus». Su questo "tasto" correggese è stata chiesta la deposizione dell'ex sindaco Claudio Ferrari, di Fausto Armani (ex dirigente dell'area tecnica in Comune a Correggio) e di don Evandro Gherardi (ai tempi parroco di Fosdondo). Le altre deposizioni richieste riguardano in primis la ricostruzione che Valerio ha fatto della 'ndrangheta reggiana (le difese vorrebbero sentire tutte le figure di spicco dell'operazione Aemilia, fra cui anche il boss Nicolino Grande Aracri e di nuovo i pentiti Cortese, Oliverio e Giglio). Altra lunga sfilza di nomi per le frodi fiscali ( professionisti ed imprenditori, fra cui quel Giuseppe Turrà - membro dell'Aier - che è zio sia della Sergio che di Valerio). La difesa di Iaquinta ha chiesto di sentire la moglie del capoclan Grande Aracri e il calciatore Claudio Marchisio: secondo il pentito la donna ricevette da Vincenzo Iaquinta 5mila euro come dono dopo la vittoria mondiale del 2006, mentre Marchisio sarebbe andato al night sempre con Iaquinta. Questa "pioggia" di testimonianze verrà accettata dalla Corte? Nel giro di una decina di giorni si saprà.