«La prefettura non è ferma nella lotta contro le mafie»

REGGIO EMILIAMaria Forte è a Reggio Emilia da soli cinque mesi e si è già trovata sul tavolo una lunga serie di gravose pratiche: dall'ordine pubblico, legato soprattutto ai grandi eventi sportivi, alle misure di carattere preventivo legate alla lotta alla mafie (decine le interdittive applicate negli ultimi anni a Reggio Emilia). Un lavoro informativo in chiave antimafia che sembra non aver fine, come assicurato ieri dal prefetto a margine della Festa dell'Unità nazionale in città. «L'attività giudiziaria ha dei tempi ben stabiliti - ha detto il prefetto riferendosi al processo Aemilia - ma l'antimafia non si ferma mai. Per noi è un'attività di prevenzione, affidata alla nostra prefettura. Certamente non si ferma mai nemmeno l'attività di polizia giudiziaria». Il prefetto ha avuto modo nella giornata di ieri di fare le sue congratulazioni di persona al questore Isabella Fusiello, promossa dirigente generale e destinata alla questura di Trieste. Al suo posto arriverà Antonio Sbordone, questore uscente di Ferrara. «A Reggio c'è una grande collaborazione con le forze di polizia - ha riaffermato il prefetto - Io sono arrivata qui da pochi mesi è ho trovato un clima di assoluta collaborazione, proficuo, anche in materia di sicurezza. È evidente che se c'è collaborazione i risultati siano buoni. Di questo, posso certificare intanto la elevata professionalità della dottoressa Fusiello ma anche la elevata professionalità del questore che verrà a novembre». Prosegue poi il lavoro con i comitati: «Continuiamo a cogliere i segnali dei cittadini perché il nostro compito è tutelare la città sotto ogni profilo» ha ribadito Forte, soffermandosi poi sull'accoglienza dei profughi in provincia, che non è più trattata come un'emergenza. «A livello nazionale c'è stato uno stop agli arrivi. Sin dal mese di agosto non sono più stati distribuiti. In questo momento stiamo attuando il piano nazionale di integrazione lavorando con enti e associazioni. Ci sarà a breve una riunione del consiglio territoriale dell'immigrazione, con il quale vengono condivise tutte le scelte».Enrico Lorenzo Tidona