Svolta in tre anni e la polizia è tornata ai massimi livelli

REGGIO EMILIAReggio Emilia era una piccola città di provincia, divenuta grande sull'asse Mediopadano, sempre più ricco e sempre più problematico. Dai piccoli reati diffusi, alle tensioni sul nodo immigrazione fino alla parte più scottante dei delitti, quelli di mafia, Reggio non si è fatta mancare nulla e aveva bisogno di una cura da cavallo. Ecco perché, anche in questura, nel 2014 è stata data aria alle finestre con l'arrivo di Isabella Fusiello, donna della svolta, che in tre anni ha rimesso in primo piano l'operato della polizia su molteplici fronti: da quelli ordinari ma sensibilissimi, come il rapporto con cittadini e quartieri ai quali ha fatto avere i numeri diretti dei cellulari dei suoi funzionari, a quelli straordinari, come la lotta alle infiltrazioni delle mafie, che hanno intaccato in passato la questura stessa, attivando indagini interne su colleghi in divisa. Fusiello ha impartito anche un forte turnover tra i dirigenti, legandosi fortemente al tessuto sociale reggiano. Pugliese di origine (è di Andria) abita a Bologna, città dalla quale giunge giornalmente in treno, percorrendo a piedi il tratto tra lo scalo della città storica, da sempre nel mirino delle polemiche tra risse e spaccio. Oltre a disporre blitz per stanare criminali e lavorare sull'illegalità diffusa in città, il questore ci ha sempre tenuto a ribadire che Reggio è una città tutto sommato sicura. Dai giri in bicicletta alla rinuncia ai passaggi "scortata" dai colleghi, Fusiello (57 anni) è sempre stata una presenza costante. La nomina a Trieste per ora la vede in qualità di questore reggente in attesa di essere promossa a tutti gli effetti dirigente generale. In Italia, però, ci sono solo una ventina di posti disponibili e l'ormai ex questore reggiano dovrà attendere l'uscita di un predecessore per ricoprirne l'alta qualifica. Tempo massimo sei mesi e quel grado dovrebbe diventare operativo. Il prestigioso incarico a Trieste, città di frontiera, potrebbe rappresentare un passaggio per poi - è la speranza di molti - veder tornare tra qualche anno in Emilia Fusiello in qualità di questore di Bologna, città nella quale vive stabilmente dal 1989 con il compagno. Proprio a Bologna aveva lavorato per dodici anni all'Ufficio Immigrazione e, grazie a quest'esperienza, era stata poi chiamata a dirigere l'apposita divisione stranieri della direzione centrale dell'immigrazione e della polizia delle frontiere, in aeroporto. In seguito, nel 2009, è stata nominata vice questore vicario a Ferrara. Da lì, una carriera sempre più in ascesa, sino a essere promossa dirigente superiore nel maggio del 2012 ed essere quindi destinata alla questura di Cuneo. Nel luglio del 2014 la nomina a questore di Reggio Emilia, al posto di Domenico Savi, trasferito all'epoca alla seconda zona di polizia di frontiera "Lombardia", a Milano, dopo quattro anni passati alla guida della questura reggiana. La Città del Tricolore è sempre più uno snodo centrale nel nord Italia, che deve essere gestito anche sotto il profilo della sicurezza, come ha intuito Fusiello. Una provincia fortemente proiettata sul capoluogo, nel quale risiedono 170mila persone, un terzo della popolazione totale suddivisa in 42 comuni.Ed è qui, in questa nuova fase di intenso sviluppo, che si inserisce l'azione divenuta sempre più centrale della questura rispetto a una città divenuta laboratorio dell'integrazione sociale. Un territorio ricco, attraente anche per la micro criminalità e la criminalità organizzata, oggetto di un contrasto senza precedenti.Enrico Lorenzo Tidona