Solidarietà di Costa a Vecchi e Sergio

REGGIO EMILIA Sul tema delle infiltrazioni mafiose «il Partito Democratico di Reggio Emilia non accetta lezioni da nessuno. La sfida per la bonifica dei nostri territori l'abbiamo lanciata noi, accompagnando dalle istituzioni il lavoro della magistratura e delle forze di polizia. E quindi a tutela della storia politica e amministrativa e dell'onorabilità delle persone che hanno ruoli di governo per nome e per conto del Pd non accetteremo più gli attacchi beceri e le speculazioni politico-mediatiche di cui siamo oggetto». Lo ha detto giovedì sera Andrea Costa che, con il 97,2% dei consensi raccolti, ha iniziato il suo secondo mandato alla guida della federazione provinciale tributando un momento di solidarietà al sindaco, Luca Vecchi - presente in sala - la cui moglie Maria Sergio, ex dirigente all'urbanistica del Comune, ora a Modena, è stata attaccata dal pentito di Aemilia, Antonio Valerio. Nel suo intervento a Bagnolo, dove l'Assemblea Provinciale del Pd composta da 270 membri ha proclamato Costa, il suo vice Andrea Tagliavini e la presidente della stessa assemblea Gigliola Venturini, il segretario rieletto, interrotto circa sette volte dagli applausi della platea, ha parlato di una «federazione viva che sa essere comunità e territorio», toccando numerosi argomenti. Sull'immigrazione «non dobbiamo - dice Costa - rassegnarci al dibattito che contrappone un giovane disoccupato italiano ad un migrante in cerca di una nuova vita. La politica non può essere scegliere tra gli uni e gli altri, serve per rendere il mondo un posto migliore per tutti». Poi, aggiunge, «ci sono doveri a cui ognuno deve dare risposta e però pensiamo anche che nessuna società si è mai pentita per aver concesso qualche diritto in più a qualcuno. Quindi pensiamo che la battaglia per lo ius soli sia la nostra battaglia». Sulla più stretta attualità il Segretario afferma: «è intollerabile quello che hanno fatto i tifosi della lazio con la foto di Anna Frank. Come non è tollerabile che qualcuno il 28 di ottobre voglia rifare la marcia su Roma. la storia non si discute, la storia dice che qualcuno era dalla parte giusta e qualcun altro no». Altro nodo quello della sicurezza: «Ognuno deve avere il diritto di sentirsi sicuro a casa propria e tocca allo stato garantire questa condizione».