Blasco cacciato dopo le offese a Valerio

Per l'accusa Michele Bolognino era uno dei capi del clan 'ndranghetistico con epicentro a Reggio Emilia. Anche per il pentito Antonio Valerio il reggino 50enne faceva parte della cosca, ma per l'avvocato difensore Carmen Pisanello (foto) le cose stanno diversamente, a tal punto che lo volevano far fuori. Un progetto di omicidio che nel controesame ha confermato il collaboratore di giustizia: «Bolognino si stava allargando troppo a Reggio Emilia, dava fastidio a Roberto Turrà. E gli andava fatto un attentato, andava eliminato». Per la difesa Bolognino non faceva parte del clan, da qui una serie di domande incalzanti al pentito: ha mai visto il 50enne alle riunioni 'ndranghetistiche?; ha commesso dei reati (false fatturazioni, usura) con Bolognino? ; ne conosce il "grado" d'affiliazione? Valerio ha risposto a tutti questi interrogativi con un secco «No», aggiungendo solo: «Lo vedevo sempre da Giuseppe Bolognino». di Tiziano SoresinawREGGIO EMILIAUn'esplosione di rabbia contro il pentito Antonio Valerio che ha portato all'allontanamento dall'aula-bunker di un detenuto, ma le ripercussioni più importanti si avranno nella prossima udienza.Ad inveire - giovedì nel tardo pomeriggio - contro il collaboratore di giustizia che sta come sempre parlando in videoconferenza è il 55enne Gaetano Blasco che da dieci udienze sta sentendo il suo nome citato dal pentito in diversi episodi, dipingendolo come una delle persone a lui più vicine negli affari loschi oltre ad un altro imputato di Aemilia, cioè il 60enne Eugenio Sergio. Proprio il difensore di Sergio - l'avvocato Giuseppe Migale Ranieri - sta conducendo il controesame mettendo sotto pressione Valerio. E relativamente ad un caso di fatture false il pentito accusa proprio Blasco di essersi arraffato i soldi del trio prima citato, arrivando a dire lapidario: «Del resto Blasco è noto che sia un traggiratore...». Nel colorito linguaggio di Valerio - modo di esprimersi ormai "di casa" nell'aula del maxi processo, visto che sta parlando ininterottamente da dieci udienze - questa definizione identifica un tragico raggiratore. Per Blasco è una parola di troppo ed inveisce dalla "gabbia" , ma lo fa talmente pesantemente da non evitare l'intervento del presidente Francesco Caruso che non ci mette molto ad espellerlo. Ma prima d'essere preso in consegna dagli agenti penitenziari per tornare in carcere, Blasco grida il suo piano di battaglia: «Quando parlerò io voglio presenti tutti i giornalisti, così farò capire chi è veramente Valerio». A quel punto il 60enne se ne va, ma per il suo "sfogo" davanti ai cronisti è presumibile che non vi sarà da attendere molto, dato che martedì prossimo sarà la volta del suo difensore a porre le domande al collaboratore di giustizia e può essere che al termine del controinterrogatorio - come avvenuto con altri imputati - Blasco prenda la parola (tecnicamente con "dichiarazioni spontanee") e viste le premesse, saranno tuoni e fulmini.