Un "siluro" allo zio del pentito

CROTONEFra le rivelazioni del pentito Antonio Valerio vi sono anche dei "passaggi" che riguardano lo zio (Francesco Valerio) che lavora nel Comune di Crotone. Rivelazioni pubblicate dal "Quotidiano del Sud": pochi giorni dopo la pubblicazione, lo zio del collaboratore di giustizia si è visto revocare dal sindaco le funzioni di responsabilità in materia di politiche sociali e asili nido. L'incarico gli era stato affidato nel novembre 2016, contestualmente a quelli dati ad altri due funzionari comunali, ma il solo "bocciato" è stato Francesco Valerio. Secondo alcune indiscrezioni, il primo cittadino avrebbe inteso in qualche modo cautelarsi nel levare funzioni di responsabilità al dirigente Valerio, ma è un retroscena tutto da verificare. Le mani del clan di Cutro pare si fossero allungate su un villaggio turistico con annesso centro benessere che doveva sorgere nella località Scifo, a Crotone, a due passi dalla colonna superstite del tempio di Hera Lacinia. In uno dei 18 verbali il pentito racconta la genesi del progetto e, in particolare, spiega che si rivolse al boss Nicolino Grande Aracri per «ottenere pratiche favorevoli dagli uffici pubblici preposti alle autorizzazioni». Il 19 luglio scorso, davanti ai pm della Dda di Bologna, Valerio era stato un fiume in piena. C'era da precisare cosa fossero quelle 500 «casette di legno» a Capocolonna che tanto gli interessavano, stando alle intercettazioni agli atti della mega inchiesta Aemilia nell'ambito della quale Valerio, costruttore, fu arrestato. L'intervento di Grande Aracri sarebbe stato necessario perché al Comune di Crotone Valerio trovava «qualche impedimento». Insomma, per realizzare il villaggio turistico con spa, dove portare sia «surfisti» che «anziani con qualche impegno dell'Usl perché lì è zona termale naturale», c'era bisogno del boss affinché la burocrazia procedesse in maniera spedita. «Grande Aracri ha detto che non ci sono problemi quando l'ho proposto a lui. Parte da quel momento lì. Prima, lui, Grande Aracri non ne sa nulla e stavo facendo tutto di mio, con le mie possibilità lì a Crotone, perché dentro ci lavora mio zio, è sociologo del Comune».