La polizia torna in cattedra

REGGIO EMILIADopo le indagini che hanno riguardato alcuni colleghi in divisa, in questura a Reggio Emilia si respira da un po' di tempo aria nuova. Prova ne è il risultato di primo piano raggiunto ieri con gli arresti scattati per tre uomini di vertice dei clan di 'ndrangheta che operano o hanno operato a Reggio Emilia. Averli messi sotto indagine e aver portato a casa questo primo rilevante risultato investigativo, è per la questura di Reggio Emilia un ritorno alle origini, forte nuovamente della piena fiducia dell'antimafia. La collaborazione è strettissima, le indagini del dirigente Guglielmo Battisti e di tutta la Squadra Mobile affidategli dal questore Isabello Fusiello sembrano solo all'inizio. Sono lontani quindi i risvolti dell'inchiesta Aemilia, che ha un capitolo dedicato agli uomini delle forze dell'ordine ritenuti vicini ai sodali del clan. «È stato un vero "ritorno al passato" con l'indagine - ha detto il questore Isabella Fusiello durante la conferenza stampa - e con un grande sforzo si è riusciti a chiudere il cerchio su fatti che sconvolsero il Reggiano 25 anni fa». Fusiello ha quindi ringraziato chi ha contribuito, a vario livello, a ricostruire i due omicidi del 1992 per cui sono state eseguite tre misure di custodia cautelare in carcere, con l'aggravante mafiosa nell'ambito di una vera e propria nuova inchiesta lampo, denominata Aemilia 1992. Il questore ha ringraziato ufficialmente quanti hanno partecipato all'inchiesta. In giro per la questura strette di mano e visi sorridenti. (e.l.t.)