«Iaquinta al night con Marchisio»

REGGIO EMILIAPiù che un controesame è stato un corpo a corpo - ieri in udienza ad Aemilia - fra l'avvocato Carlo Taormina e il pentito Antonio Valerio, in cui si è dovuto inserire pure il presidente Francesco Caruso («Capisco che fra voi c'è una differenza culturale...») per sbrogliare i momenti più difficili del botta e risposta .Il difensore di Giuseppe e Vincenzo Iaquinta - padre e figlio - ha insistito molto su un concetto: il collaboratore di giustizia parla di fatti per conoscenza indiretta. L'avvocato parte dall'affermazione di Valerio che ritiene Iaquinta senior (imprenditore d'origine cutrese ma residente a Reggiolo) coinvolto nelle fatture per operazioni inesistenti. E l'incalza. «Le fatturazioni false le facevano tutti i cutresi - ribatte il pentito con un concetto più volte rispolverato negli interrogatori e in aula - e da quello che so Giuseppe Iaquinta era vicino ad Alfonso Paolini. Se faceva false fatture con appartenenti all'organizzazione 'ndranghetistica? Conoscenze dirette su Iaquinta non ne ho, non so con quali persone facesse le false fatturazioni, ma quello che facevano - rimarca stizzito - però lo so».Stesso discorso quando Taormina chiede lumi sul famoso calciatore juventino Claudio Marchisio che sarebbe andato con Vincenzo Iaquinta (ex juventino, campione del mondo con gli azzurri nel 2006) ed altri cutresi nel night club "Golden". Una vicenda raccontata sempre da Valerio, ma anche in questo caso per sentito dire: «Io a quell'incontro non ci andai - entra nel merito il pentito - ma ero stato invitato. Poi seppi da Gaetano Blasco che c'era al night club Marchisio, del resto me l'avevano anticipato che vi sarebbe stato. Cos'è il "Golden" ? Ma lo devo proprio dire - chiede imbarazzato - signor presidente? È un puttanaio e io ci andavo alla grande! Marchisio non lo conosco personalmente, ma sono tifosissimo della Juventus». Con queste due domande l'avvocato Taormina chiude il controesame e se ne va: per lui Valerio fa solo affermazioni generiche, di seconda mano, non è credibile quando parla degli Iaquinta.©RIPRODUZIONE RISERVATA