«I cadaveri seppelliti nei cantieri»

REGGIO EMILIAUccisi e poi sotterrati per farla franca. Stiamo parlando di due omicidi che Antonio Valerio ha svelato e su cui ora si stanno concentrando i riscontri degli investigatori.Quindi gli arresti di ieri "ispirati" da Valerio per i delitti - nel 1992 - di Nicola Vasapollo e Giuseppe Ruggiero, potrebbero non rimanere isolati nei prossimi mesi.Misterioso l'omicidio che Valerio colloca fra il 2004 e il 2008 (non è chiaro se nel Reggiano o nel Mantovano): «È stata uccisa una persona - ha detto martedì scorso quasi con distacco dal luogo segreto in cui è collegato in videoconferenza con l'aula-bunker di Aemilia - e poi il cadavere è stato occultato nel cantiere. C'è chi sa di questo delitto... Ma non parla».Più particolari del collaboratore di giustizia sulla scomparsa - nel 2000 - di Antonio Macrì detto "Topino" che avrebbe pagato con la vita l'essersi talmente allargato a Reggio quanto ad affari loschi, approfittando dei buoni rapporti sia con i Dragone che con Nicolino Grande Aracri. «Si stava prendendo tutto», spiega Valerio alla Dda, il che avrebbe creato il malcontento degli altri 'ndranghetisti. Il pentito rimarca di aver saputo da Giovanni Abramo come andarono le cose: Macrì venne ucciso a Cutro da Ernesto Grande Aracri mentre andava a prendere le chiavi dello scooter dentro un capannone in contrada Scarazze e poi il cadavere sarebbe stato seppellito a 17 metri di profondità (il rilevatore arriva sino a 15 metri...)in un cantiere di Mario Donato Ferrazzo. Accuse gravi, ora al vaglio degli investigatori.