«Delrio e De Miro hanno chiarito»

REGGIO EMILIA«Posso semplicemente dire che, più delle mie, per smentire Valerio, bastano le dichiarazioni rese nel processo dal prefetto De Miro e dal ministro Delrio». È con queste sintetiche e secche parole che il consigliere comunale in Sala del Tricolore ex Pd e ora in Mdp, Salvatore Scarpino, risponde alle dichiarazioni che il pentito Antonio Valerio, dalla località segreta in cui è collegato in videoconferenza con il maxi processo Aemilia, ha rilasciato martedì sul suo conto. Valerio, sollecitato dalle domande del giudice Caruso, martedì era tornato a parlare dell'incontro del 2011, in cui l'allora sindaco Graziano Delrio accompagnò alcuni consiglieri comunali (Salvatore Scarpino, Antonio Olivo e Rocco Gualtieri) dal prefetto Antonella De Miro. Alla domanda in aula di Caruso («Vuole dire che questi politici, che si presentano come la Cutro onesta, in realtà sanno chi sono gli imputati, sanno la loro storia?»), Valerio ha risposto: «Assolutamente sì. È un dato di fatto. Olivo va da chi era responsabile delle interdittive e vengono sponsorizzati dall'allora sindaco Delrio. Del resto le appartenenze di queste persone si sapevano, chi era Valerio, chi era Sarcone, le radici di Olivo che non è un'istituzione, ha i suoi trascorsi a Reggio. È parente di Brescia. Olivo si trova in Comune per aggiustare le sue magagne fatte sulle costruzioni». Su quell'incontro, sia Delrio che la De Miro sono già stati ascoltati in aula come testimoni. Ed è alle loro parole che ora si rifà anche Scarpino, a sua volta testimone al processo Aemilia in un'udienza del luglio scorso, durante la quale aveva sostenuto che l'incontro era stato organizzato per evitare che i calabresi fossero vittime di generalizzazioni discriminatorie.Leonardo Grilli