«Mafie? Reggio è sveglia, Modena dorme»

di Enrico Lorenzo TidonawREGGIO EMILIASei fasce tricolori ieri si sono sistemate sui banchi del processo Aemilia, a metà dell'aula speciale. Una presenza istituzionale formata da quattro sindaci (Emanuele Cavallaro di Rubiera, Tania Tellini di Cadelbosco Sopra, Giorgio Bedeschi di Viano, Elena Carletti di Novellara) e due assessori (Elena Ferrari di Baiso e Luisa Ferrari di San Martino), che hanno preso posto durante l'udienza, «per testimoniare il nostro sostegno a un tribunale che lavora invece che chiudere per ferie» dice il sindaco di Rubiera, comune "Mafia free". Un riconoscimento offerto dalla "Rete dei Comuni Mafia free", che va agli enti posti sotto l'occhio vigile di Laura Caputo, ex giornalista divenuta l'anima della Rete, e presente ieri in aula, dove non ha risparmiato stoccate ad alcune amministrazioni locali. «La Rete è nata per evitare la solitudine dell'uomo unico al comando - ha detto Caputo a margine del processo Aemilia - I sindaci per essere ammessi vengono scannerizzati. Parliamo di sindaci onesti che possono avere poi la possibilità di confrontarsi tra loro per difendersi dalle infiltrazioni o respingerle quando ci sono». Una massa critica a difesa della legalità diffusa sui territori colpiti soprattutto dalle vicende del processo Aemilia: se Reggio è l'epicentro dell'infiltrazione, Modena, Parma e Mantova ne sono le propaggini. «Sui miei sindaci "Mafia free" il giudizio è ottimo - dice con un sorriso Caputo - Poi è chiaro che ci sono sindaci onesti anche se non sono mafia free. Direi che la provincia di Reggio si è svegliata. Gradirei altrettanto poter dire di Modena visto che io vengo da Modena. Ma mi sembra che lì dormano un ancora un po'». Una sottolineatura che ripercorre i risultati della Rete dei Comuni Mafia free: a Reggio ha fatto proseliti e sono ormai una decina i comuni mentre nel Modenese gli accordi sono fermi al palo. La coordinatrice della Rete spiega il meccanismo. La selezione avviene in due modi: o sono i comuni a chiedere di aderire oppure è la Rete dei Comuni che individua enti particolarmente attivi e quindi meritevoli. Meritevoli di cosa? Di aderire a un decalogo di comportamenti e di essere messi "sotto controllo" dalla Rete, attenta a tutte le tematiche legate all'antimafia, come dimostrato ieri con il presidio a Aemilia, processo che prosegue invece che chiudere per ferie come tutti gli altri. «Siamo qui perché i magistrati dovrebbero essere in ferie e invece portano avanti il processo ugualmente - ha detto Caputo - Questo è un motivo sufficiente per essere presenti e far sentire il sostegno degli amministratori. La regista della Rete "informale" tra gli enti punta il dito contro alcuni comuni della Bassa Modenese, che avrebbero rifiutato l'adesione alla Rete. «Sono contenta che la rete stia crescendo perché è importante non sentirsi soli - dice invece il sindaco Tellini fuori dall'aula - perché comunque questo fenomeno non è finito, quindi dobbiamo tenere sempre la guardia molto alta. Potersi confrontare con i colleghi è importante».