Oggi la Mehari in tribunale «La stampa non si piega»

REGGIO EMILIA Particolarmente significativo – specie dopo quello che è accaduto... – sarà l'approdo della Mehari del giornalista Giancarlo Siani in tribunale a Reggio questa mattina, nell'orario d'inizio (le 9) dell'ennesima udienza del maxi processo Aemilia: la delegazione promotrice del "Viaggio legale" e diversi studenti parteciperanno ai lavori giudiziari in calendario nell'aula-bunker. Nella stessa mattinata la vita del cronista ucciso dalla camorra sarà raccontata ad altri studenti dal fratello Paolo (dalle 10 alle 12, nel PalaFanticini). Intanto però continua a tener banco quanto avvenuto martedì in apertura del processo Aemilia: «Martedì ho avuto l'onore di salire sull'auto di Siani. Ora leggo che a Reggio Emilia – rimarca Emanuele Cavallaro, sindaco di Rubiera – c'è chi chiede di fare il processo Aemilia "a porte chiuse" per i giornalisti. La Mehari di Siani non ha neppure il tetto, altro che porte chiuse: l'aria ti arriva in faccia e ti spiega cos'è la libertà. Sono certo che a Reggio Emilia ci sono giornalisti con la schiena dritta che possono raccontare con obiettività il processo a tutti i cittadini che non possono andarci di persona. A loro va la mia stima. La loro libertà è la nostra». Sullo stesso delicato argomento si è espresso ieri don Luigi Ciotti (fondatore di Libera)parlando con i cronisti a margine di un incontro a Bologna: «Credo che non sia giusto, perchè nei modi giusti, e con grande rispetto, bisogna creare le condizioni per permettere di essere testimoni di un percorso di ricerca della verità. Auspico di fronte a fatti di estrema gravità si possa essere testimoni e che il mondo dell'informazione, dicendo le cose nel modo giusto, possa percepire, vivere e documentare tutto questo». Solidarietà ai cronisti giudiziari arriva dall'Assostampa reggiana, tramite il presidente Giuseppe Adriano Rossi: «Certamente sia l'articolo 21 della Costituzione sia la normativa dell'Ordine sono per i giornalisti incaricati di seguire il processo Aemilia gli irrinunciabili punti di riferimento. E' in questa ottica che esprimo vicinanza alle testate "Gazzetta di Reggio" e "Telereggio". Un'informazione libera da condizionamenti è sicura garanzia di democrazia».