Detenuti pronti al lavoro

REGGIO EMILIA La cosa più bella è l'abbraccio tra il tutor dell'Enaip, gli operatori della Cooperativa Briganti del Cerreto e i detenuti con cui hanno lavorato per tre mesi curando il verde pubblico e il recupero di alcuni sentieri nel comune di Castelnovo Monti, a cui si aggiunge il coinvolgimento di tanti soggetti per portare a termine il progetto di reinserimento sociale di detenuti ormai prossimi all'uscita dal carcere. Quella meno bella è che solo tre detenuti sono stati coinvolti nel progetto di formazione che consentirà loro di ottenere l'attestato di "operatore del verde professionale". Tre detenuti potrebbero sembrare piccola cosa rispetto alla popolazione carceraria presente alla Pulce che è di 317 unità, ma in carcere le regole sono diverse. «Il 25% dei detenuti svolge lavori esterni ed è in semilibertà» ha sottolineato il direttore dell'Istituto penitenziario Paolo Madonna, da sempre sensibile a progetti che favoriscano il reinserimento. «Ci sono - ha poi aggiunto - altri tre progetti, che vedono impegnati altri 12 detenuti, per iniziative di volontariato sociale con Acer e i Comuni di Reggio e Albinea». Sia il direttore del carcere Paolo Madonna sia il Comune di Castelnovo Monti, che ha utilizzato per tre mesi i tre detenuti, sperano che l'esperienza possa ripetersi. Il progetto che si concluderà il 5 dicembre ha visto i tre giovani (intorno ai trent'anni e di origine romena, tunisina e senegalese) seguire prima un corso di formazione della durata di 80 ore nei mesi di luglio e agosto e poi svolgere tre mesi di tirocinio e di lavoro quotidiano accompagnati dall'ente di formazione Enaip e dalla Cooperativa I Briganti del Cerreto. Il costo del progetto è di 12 mila euro a carico della Regione, a parte i pasti che sono stati a carico del Comune. (r.f.)