Traviata-diesel, convince a tratti

REGGIO EMILIA Per la sua Violetta, la regista Alice Rohrwacher compie una scelta precisa: non è la blasonata cortigiana ma una ragazza remissiva e fragile che nasconde un complesso dissidio interiore. Violetta in quanto traviata (inteso come "corrotta") recita un ruolo – come se fosse al cinema – perché lei in fondo è una pura ragazza di campagna, e il soprano Mihaela Marcu, protagonista nella prima del capolavoro verdiano al teatro Valli, la rende meglio, almeno con il canto, nella seconda parte, dopo essersi un pochino distesa, per poi interpretare in modo esemplare l'Addio del passato. Mentre scorrono le taglienti note del Preludio lei è là, in un magico spazio ottocentesco con il suo splendido costume, quello di Miu Miu, di un oro abbacinante, che da solo fa scena, mentre intorno, sulla landa desolata, sta la massa. È mosso in modo ineccepibile e canta bene il Coro Merulo, mentre fin dall'inizio un accurato gioco di luci punteggia gli spazi e va con i sentimenti: il Brindisi comincia al buio, poi si accendono dei lumini variopinti che si ritrovano quando Violetta sta per morire. Lo spettacolo è denso di rimandi, a tal punto che Flora arriva ad essere la sua controfigura. Centrale è la festa a casa sua, così come i momenti di colore con le zingarelle e i matadores che alludono al lascivo clima da bordello con tanto di scene triviali che culminano in una brutale derisione di Alfredo. L'episodio conduce direttamente al terzo atto: nel gran finale del secondo, quando Violetta cade svenuta, subito dopo si ritrova a casa sua, e da qui il bruciante collegamento alla sua tragica fine. Anzi per la Rohrwacher, lei muore da Flora. Più si va verso la fine, più i ricordi dell'infanzia in campagna si fanno intensi, raccontati anche attraverso le immagini video di una bambina – la figlia della regista – che spensierata sfoglia una margherita. Non convince nel ruolo Marcello Rosiello, mentre decisamente più in parte è l'Alfredo di Antonio Gandia: voce aggraziata e piena di sentimento. La condotta musicale di Francesco Lanzillotta, alla guida dell'Orchestra dell'Opera Italiana, ha un passo troppo comodo, dovuto probabilmente alla preoccupazione di tenere insieme il tutto. Da notare la sensibilità interpretativa di alcune prime parti, come il primo clarinetto. Oggi alle 15.30 si replica con Claudia Pavone e Ivan Ayon Rivas nel ruolo di Violetta ed Alfredo. (g.b.)