L’avvocato indagato esce di scena

REGGIO EMILIA La "mossa" era prevedibile. Finito nell'inchiesta della Dda di Bologna per l'inquietante lettera indirizzata al sindaco Luca Vecchi, l'avvocato 31enne Luigi Antonio Comberiati ha rinunciato al mandato relativamente alle difese di sette imputati del maxi processo in corso a Reggio. Come ricostruito nel capo d'imputazione, il 29 gennaio scorso l'imprenditore cutrese 49enne Pasquale Brescia consegna in carcere la missiva al suo legale Comberiati che a sua volta la porterà il primo febbraio alla redazione reggiana del Carlino (due giorni prima però ne aveva anticipato il contenuto via mail) per farla pubblicare integralmente. Entrambi sono ora accusati di concorso in minacce aggravate dal metodo mafioso, con l'avvocato Comberiati che ha per l'Antimafia «del tutto travalicato il mandato difensivo assunto, ben conoscendo il contenuto intimidatorio della missiva e così condividendolo». Di fronte a questa nuova situazione giudiziaria, il giovane legale d'origine crotonese ha rinunciato a difendere i sette imputati (fra cui ovviamente Brescia) nel dibattimento di Aemilia, per poter tutelare efficacemente la propria posizione, libero da qualsiasi incompatibilità, nell'altra inchiesta.