«Su Reggio un’enorme colata di cemento»

REGGIO EMILIA Sulla città di Reggio Emilia si sta riversando un'enorme colata di cemento. Uno sviluppo della città con troppi punti oscuri, secondo l'interpretazione convinta di Francesco Fantuzzi di Reggio Città Aperta, strenuo oppositore della maggioranza dentro e fuori il consiglio comunale. «L'informazione locale ha riportato ieri il pensiero del nostro sindaco sulle priorità economiche per il nostro territorio - scrive Fantuzzi in una nota - investimenti in grandi opere e infrastrutture, come le aree di sosta alla Mediopadana, la tangenziale nord, l'estensione della Campogalliano Sassuolo, senza dimenticare ovviamente Campovolo e Tecnopolo ex reggiane. E intanto cinque nuovi cantieri stanno per partire, di cui uno, quello del Decathlon, già attivo. Una visione dello sviluppo e degli assetti della città in netta antitesi con gli intenti fin qui declinati, che si ponevano l'obiettivo dello stop al consumo di suolo e della riqualificazione delle opere già esistenti». Pochi giorni fa Fantuzzi ha partecipato alla protesta contro il nuovo Conad di via Luxemburg insieme alla sinistra radicale reggiana e agli esponenti del Movimento 5 stelle. «Sul nostro territorio comunale esistono oltre 7.500 appartamenti inutilizzati (alcuni peraltro sostengono molti di più) e alcune aree rappresentano autentici cimiteri industriali dove, oltretutto, trova terreno fertile il degrado - dice Fantuzzi - Si vuole dunque continuare a puntare su un simile modello di sviluppo, che ha dimostrato tutti i suoi limiti e le perniciose ricadute sulla nostra qualità della vita? Le manifestazioni dei giorni scorsi dimostrano inequivocabilmente un fatto: centinaia di cittadine e cittadini non ne possono più degli scempi urbanistici delle gestioni Spaggiari/Delrio e chiedono a gran voce un reale stop al consumo di suolo, non manovre propangandistiche». Fantuzzi chiede «con urgenza, prima dell'autunno, un tavolo aperto alla città e ai quartieri interessati per rivedere seriamente i piani urbanistici e i cinque cantieri in partenza». «Sindaco Vecchi, te lo chiedo nuovamente, abbi coraggio - è l'esortazione - Basta grandi opere: fermiamoci e ragioniamo assieme, prima che sia troppo tardi».