Presto all’asta le case di Iaquinta

REGGIO EMILIA Un patrimonio suddiviso in 15 lotti, per un valore di stima di circa 5 milioni di euro. È lo spezzatino nel quale sono finiti gli immobili della Iaquinta Costruzioni, società di costruzione fallita e di proprietà di Giuseppe Iaquinta, padre del calciatore Vincenzo e imputato nel processo Aemilia. Un fallimento per la ditta di Reggiolo decretato dal tribunale di Reggio e sul quale si è opposto l'imprenditore calabrese, difeso dall'avvocato Carlo Taormina. Il tribunale sta andando via spedito con il fallimento dichiarato nel dicembre del 2015, come testimoniato dalle perizie di stima sugli immobili pubblicate in vista della liquidazione che seguirà al fallimento. Tra i lotti ce ne sono tra a Reggiolo, in via Matteotti, piazza Martiri e via del Piave. Immobili con un valore complessivo di 823mila euro in questo caso, destinato a scende sulla base d'asta. Per il titolare la Iaquinta Costruzioni era ben patrimonializzata, con 14 milioni di euro di attivo, «ed è stata fatta fallire con una scrittura privata falsificata e un credito che non esigibile», come dichiarato anche dell'avvocato Taormina che ha depositato in procura a Reggio un esposto nel quale vengono ipotizzate tre tentate estorsioni ai danni del suo assistito Giuseppe Iaquinta. Il fallimento della ditta è stato decretato in seguito alla presentazione da parte di una società, che aveva effettuato dei lavori nella villa di Vincenzo Iaquinta a Roncolo di Quattro Castella, di un documento che attestava un credito di 130 mila euro non riscosso. Secondo il legale però 100 mila euro sono stati chiesti in base a una scrittura privata falsificata mentre altri 30 mila erano esigibili solo all'atto del collaudo (non ancora effettuato) e dunque non potevano finire nell'istanza per chiedere un'ingiunzione di pagamento. Fatti sui quali farà chiarezza la procura. (e.l.t.)