«Novanta roghi, nessuna denuncia»

REGGIO EMILIA «Il più impensabile dei comuni infiltrabili dalle organizzazioni criminali era Brescello», cioè «il comune di don Camillo e Peppone, che diventa simbolo dell'Italia dal genio di Guareschi, dove anche se c'era l'antagonismo politico, in realtà l'umanità superava il conflitto». Eppure, proprio quel comune «è stato sciolto per mafia ed è incredibile». Parola di Roberto Saviano, che ha parlato del caso Brescello durante la trasmissione "Gazebo" di Rai 3. Lo scrittore cita la 'ndrangheta e la famiglia di Nicolino Grande Aracri «che, secondo l'inchiesta Aemilia, fa pressione sul comune per ottenere appalti e subappalti in modo poco chiaro, ma soprattutto» emergono «terreni che cambiano destinazioni d'uso d'improvviso proprio nel quartiere dove risiede il fratello del boss, dipendenti comunali che vengono assunti e sono legati al boss». Tutto questo «in un'area dove la sensazione - continua lo scrittore - non era di presenza criminale. Quando infatti intervistavi le persone» si rispondeva che «non ci sono furti e non ci sono estorsioni qui». A Brescello «era tutto investimento», aggiunge l'autore di "Gomorra", che poi si sofferma su una delle vicende scoperchiate dagli inquirenti: «Una delle cause dello scioglimento è che l'organizzazione ha finanziato una gara podistica, la camminata Peppone e don Camillo, che tra gli sponsor ha un personaggio la cui impresa è stata interdetta, bloccata, fermata dall'antimafia». Afferma poi Saviano: «La cosa che ti sorprende è che ne Reggiano ci sono stati oltre 90 roghi, la parte maggiore ascrivibili, con prove, alla crimilità organizzata, eppure nessuna denuncia. Al che ti chiedi "ma come, l'omertà non era parte della cultura meridionale?". In realtà, laddove c'è un posto in cui se parli ti fanno fuori, là diventa logica omertà». «Se ai calabresi dai la possibililtà di vivere in un contesto libero da queste pressioni - afferma lo scrittore - smettono di essere omertosi, così come se tu ai città di Reggio Emilia li fai vivere in un contesto di paura, diventano al'improvviso omertosi». Per Saviano «è evidente che c'è una trasformazione culturale, che queste infiltrazioni non riguardano semplicemente la burocrazia dei comuni o i sindaci».