«Mafia, guardia alta e denunciare tutto»

di Jacopo Della Porta wREGGIO EMILIA Contro la mafia è stato fatto molto ma non bisogna abbassare mai la guardia. E i cittadini reggiani devono denunciare alle forze dell'ordine e alla magistratura le situazioni sospette. L'argomento criminalità organizzata è stato al centro del discorso tenuto ieri mattina al Teatro Ariosto dal comandante provinciale dei carabinieri, Antonino Buda, in occasione della festa dell'Arma. Il colonnello ha elogiato lo sforzo repressivo di questi mesi e ha detto che sono in corso altre indagini che si spera possano dare un altro colpo al clan Grande Aracri, comunque già indebolito, dall'operazione "Aemilia" e dai sequestri di beni finalizzati alla confisca per milioni di euro. Fin dalle prime battute il comandante ha sottolineato come «la capillarità dell'Arma, la presenza permanente e costante nel territorio e nel tessuto sociale anche del nostro Paese, ci impone non solo di contrastare il crimine ma soprattutto di prevenirlo, perché il risultato migliore che le forze dell'ordine oggi possano conseguire non è solo quello di reprimere i reati, quanto di evitare che essi accadano nel nostro territorio, ritenuto particolarmente ricco ed attrattivo dalle sempre più fameliche organizzazioni criminali». Parlando delle infiltrazioni mafiose e del contesto di crisi economica che le favorisce, l'ufficiale ha detto che «in tale quadro, rimarrà altissimo l'impegno dell'Arma convinti che l'elevata disponibilità di denaro offerta dalle organizzazioni criminali può rivelarsi fatalmente persuasiva, potenzialmente capace di minare le fondamenta anche di una società da sempre basata sui valori di onestà, laboriosità, famiglia e solidarietà come la nostra. Sostengo con forza, quindi, la necessità di non abbassare mai la guardia». Da qui l'invito ai cittadini affinché «ogni avvisaglia, ogni minaccia, ogni altro segnale nel senso devono sempre costituire oggetto di denuncia alle forze dell'ordine ed alla magistratura, nella consapevolezza che tacere e subire rappresentano un prezzo insostenibile per la dignità delle comunità e per l'onesto vivere civile, anche e soprattutto nella terra del nostro amato Tricolore». Il comandante provinciale ha poi dato atto del grande lavoro investigativo di questo periodo nel campo della lotta alla mafia. «L'ultimo anno trascorso è quello in cui, da un lato, si sono raccolti i frutti già seminati, e, dall'altro, si è proceduto all'avvio di nuove strategie investigative i cui esiti, crediamo e speriamo, possano concretizzarsi nel medio periodo, allo scopo di eradicare, definitivamente, quel che rimane di tali insidiose e pervasive organizzazioni mafiose. Organizzazioni che, oggi, appaiono fortemente indebolite sia dalla decisa e coordinata azione repressivo-giudiziaria documentata con l'inchiesta "Aemilia", sia dalla serie di misure cautelari personali e patrimoniali che ne hanno fiaccato la potenza anche sul piano finanziario. Mi piace ricordare come, solo nell'ultimo anno, i carabinieri di questo comando provinciale abbiano sequestrato beni, molti dei quali in via di confisca definitiva, per oltre 3 milioni di euro all'influente cosca ‘ndranghetista dei Grande Aracri di Cutro». Il comandante Buda nel suo saluto ai partecipanti alle celebrazioni per il 202° anniversario della fondazione dell'Arma ha elogiato il ruolo di coordinamento svolto dal prefetto Raffaele Ruberto e la sintonia con il questore Isabella Fusiello. GUARDA LA FOTOGALLERY E I VIDEO DELLA FESTA www.gazzettadireggio.it