Bucchi: «Nessun dramma, meglio ripartire»

REGGIO EMILIA È stata certamente la notizia del giorno, ieri, l'ormai probabile nomina del giudice Francesco Caruso a capo del tribunale distrettuale di Bologna. Il presidente del tribunale di Reggio è infatti uno degli attuali protagonisti del processo Aemilia. È lui a sedere al centro della corte, con a latere i giudici Cristina Beretti e Andrea Rat. Con loro ha studiato in questi mesi le leggi in materia per poter giungere al massimo della preparazione a presiedere il primo processo per mafia in Emilia-Romagna. La prima udienza è stata il 23 marzo scorso, davanti al circo mediatico e a un pubblico che è via via scemato. Ora il trasferimento a Bologna di Caruso rende plausibile l'ipotesi dello stop del processo di qui a un mese e della necessaria nomina di un nuovo giudice per ripartire dopo che sono stati sentiti cinque testimoni. «Meglio cambiare subito visto che siamo all'inizio di un lungo processo, invece che attendere» dice l'avvocato Noris Bucchi, presidente della Camera penale di Reggio, organo che rappresenta gli avvocati penalisti della nostra provincia. «Il processo è nella fase iniziale – sottolinea a più riprese Bucchi – Se fossimo in una fase intermedia dell'istruttoria dibattimentale ci sarebbe il rischio di ricominciare tutto da capo, con notevole perdita di tempo e di energie. Essendo ancora in fase embrionale e avendo sentito per ora pochissimi testimoni, possiamo dire che il ritardo sarà certamente minore». Per poter procedere con Caruso nella doppia veste, di presidente a Bologna e giudice di Aemilia, serve però il consenso delle parti. Quasi certamente gli avvocati difensori chiederanno il cambio e a decidere sarà la Corte d'Appello. «Se si riparte verranno sentiti nuovamente i testimoni già ascoltati e torneremo indietro di poche settimane – continua Bucchi – So che in passato il presidente Caruso ha portato a termine processi che aveva nel precedente tribunale ma a Reggio l'istruttoria durerà un anno e mezzo e l'impegno di Bologna sarà assai gravoso. Nessun dramma se cambiamo in questa fase». (e.l.t.)