Aemilia, il Garante applaude la scelta dei minori in aula

«Una innovativa e positiva interpretazione del codice di procedura penale, assolutamente coerente con il diritto dei minori ad essere educati ed informati». Con queste parole Luigi Fadiga – Garante dell'infanzia e dell'adolescenza dell'Emilia Romagna – ha espresso apprezzamento per la decisione della Corte di aprire le porte del maxi processo Aemilia agli studenti minorenni giunti il 20 maggio scorso a seguire l'udienza. Nel caso specifico si è trattato di alunni delle scuole superiori di Argenta e Portomaggiore, accompagnati dai volontari di Libera nell'ambito del progetto che ha come fine il promuovere fra i giovani legalità e giustizia. Una decisione giunta sulla scia delle contestazioni di alcuni avvocati difensori che si erano appellati al codice che vieta la presenza di minori fra il pubblico delle aule dei tribunali. «Una norma che però – ribadisce Fadiga – non può limitare il diritto dei giovani ad informarsi. La partecipazione organizzata di studenti non lontani dalla maggiore età a un'udienza penale in cui si dibattano questioni di grande rilevanza civile, sociale ed etica è certamente una preziosa occasione educativa e formativa che andrebbe sviluppata- commenta la figura di Garanzia dell'Assemblea legislativa-. Essa consente anzitutto ai giovani di comprendere il funzionamento dell'istituzione giustizia, i ruoli dell'accusa e della difesa, le garanzie processuali, ed è certamente in coerenza con i principi e con lo spirito della Costituzione e delle Convenzioni internazionali sui diritti delle persone di minore età, e tra questi – conclude il Garante – il diritto ad essere educati ed informati».