«Aemilia? Molti non sono di Cutro»

REGGIO EMILIA «In Aemilia una piccola percentuale della comunità cutrese, insieme a una parte consistente di persone che non sono di Cutro, ha deciso di fare altro nella vita. La responsabilità non è solo della comunità cutrese». Ne è convinto Antonio Lorenzano, ex assessore e candidato sindaco della lista "Insieme per Cutro" alle prossime amministrative in programma in Calabria, ieri a Reggio per un incontro elettorale al Centro Insieme alla Canalina. «Non è possibile che un'intera comunità come quella cutrese, storicamente laboriosa e che ha dato lustro non solo Cutro, ma anche alla crescita di Reggio, venga discriminata a tal punto che si parla solo in maniera negativa. Credo che le istituzioni debbano mettere un paletto. E dire che a Reggio esiste una grande comunità che lavora e che è ben integrata. Le istituzioni cutresi e reggiane devono lavorare affinchè il fenomeno malavitoso venga emarginato». Secondo Lorenzano, non è mancata una reazione della comunità cutrese all'indomani dell'inchiesta Aemilia: «Non credo sia mancata una posizione pubblica dei cutresi, ma la stragrande maggioranza non ha capito che ormai è in una condizione che non si può più accettare e che quindi è inevitabile prendere coscienza del fatto che determinate questioni le dobbiamo affrontare tutti insieme pubblicamente». Quanto al maxiprocesso in corso a Reggio Emilia, «non ho seguito le udienze, se avrò opportunità ci andrò volentieri anche per rendermi conto della gravità della cosa. Il fenomeno che si vive a Reggio è stato enfatizzato in maniera esponenziale». Lorenzano ricorda che a Cutro sono stati confiscati beni alla 'ndrangheta, riutilizzati con funzioni sociali. E, nel corso del suo intervento, è tornato a parlare anche della visita di Delrio del 2009. «Una grave strumentalizzazione politica – afferma difendendo il ministro – la processione è un momento di partecipazione della popolazione cutrese a una festa che si tramanda di generazione in generazione, dove la popolazione si unisce e diventa un tutt'uno con il santissimo crocifisso per ridare speranza a chi vive in situazione di disagio». (e.spa.)