Ecco il testo dell’intercettazione in cella

REGGIO EMILIA Di seguito il testo dell'intercettazione ambientale avvenuta alle 20.12 del 13 marzo 2015 nella cella numero uno della Casa di reclusione di Parma: una intercettazione durata poco meno di un quarto d'ora, nella quale viene registrata una conversazione tra il giornalista reggiano, Marco Gibertini, e Domenico Curcio, cognato del pentito di Aemilia, Giuseppe Giglio, e considerato uno dei suoi prestanome. Al minuto 6.30, Gibertini fa il nome di Delrio, visto inquel momento in tv. Gibertini: Quello scemo sulla destra... era il sindaco di Reggio Emilia! Curcio: Quello... sì! Di Reggio Emilia? Il sindaco di Reggio Emilia? Gibertini: Eh... Delrio! Curcio: Ah... uhm! Gibertini: Quando è andato a Cutro ha dato la mano a... Curcio: È andato a Cutro... sì! Gibertini: Euhhh! Curcio: A chi? Gibertini: A quello là! Curcio: A Nicola? Gibertini: Uhm! (Breve sospensione della conversazione, si sente solamente l'audio della televisione, ndr) Curcio: Non lo hanno arrestato? Gibertini: Ma no! Perchè poi ha mangiato la... (incomprensibile, ndr). Il colloquio, dopo essere stato trascritto il 16 marzo 2015, è stato inviato il giorno successivo all'attenzione della Direzione distrettuale antimafia: «Si segnala a Codesta Autorità Giudiziaria che, nel corso dell'intercettazione ambientale della cella della Casa Circondariale di Parma in cui è detenuto l'indagato Gibertini Marco, questi, nel corso della conversazione con il detenuto Curcio Domenico, gli faceva notare che alla televisione stavano parlando di Delrio, l'ex sindaco di Reggio Emilia, aggiungendo che quando quest'ultimo si era recato a Cutro, aveva stretto la mano ad una persona (verosimilmente riferendosi a Nicolino Grande Aracri). Il Curcio, dapprima chiedeva al Gibertini a chi si riferisse, e poi era lo stesso Curcio che affermava che quella persona si chiamava "Nicola", sicuramente riferendosi al boss Nicolino Grande Aracri. A tale affermazione il Gibertini annuiva».