Imputato attacca Delrio e Masini

REGGIO EMILIA Ha alzato la voce a ripetizione, durante il processo. Sfidando la pazienza e la disponibilità del presidente Francesco Maria Caruso. Fino all'uscita plateale e provocatoria: «Delrio è implicato nel terrorismo islamico. Come la presidente Masini e il prefetto». Quando la corte gli ha chiesto di smetterla e di mettersi a sedere, è andato avanti: «Volete che i bambini saltino in aria, bravi comunisti». E a quel punto, per Francesco Amato 53enne originario di Rosarno ma residente a Reggio, è stato cacciato dall'aula. E' il primo "fuori programma" del processo Aemilia. L'unico momento di tensione della prima udienza. A sollecitarla, l'imputato di associazione mafiosa, attualmente detenuto in regime di arresti domiciliari, accusato anche di violenza e minacce. Per l'accusa, è inserito negli ambienti di 'ndrangheta, in costante contatto con gli altri associati e la famiglia Grande Aracri. Pronto, secondo chi indaga, alla «commissione su richiesta di delitti di danneggiamento ovvero di minaccia a fini estorsivi». Nelle carte dell'inchiesta si fa riferimento alle pressioni psicologiche che sarebbero state rappresentate da Amato nei confronti delle vittime, per motivi di denaro e debiti. Facendo valere, secondo l'accusa, il fatto di appartenere all'organizzazione per riuscire a intimidire chi veniva preso di mira. Attualmente, Francesco Amato è difeso da un avvocato d'ufficio e in aula ha fatto sapere che deciderà più avanti se nominare un difensore di fiducia. (el.pe)