Fabrizio Tavernelli presenta l’album “Fantacoscienza»

di Serena Arbizzi wCORREGGIO Un viaggio nella coscienza. O meglio, nella fantacoscienza. Per ritrovare se stessi o per perdersi durante il viaggio, perché è anche attraverso una fermata nelle varie tappe che si apprendono particolari inediti, o che si riescono ad ammirare sfaccettature diverse della realtà, scrutandola da un altro punto di vista in un vortice denso di emozioni. Questo e altro è Fantacoscienza di Fabrizio "Taver" Tavernelli: l'artista correggese ha intitolato così il nuovo disco «composto di dolcezze siderali e cattiverie abissali, un altro viaggio nell'altrove». L'album viene presentato stasera alle 22 al circolo Arci I Vizi del Pellicano di Fosdondo. Un progetto musicale che ha scatenato l'entusiasmo della Rete che ha risposto con effervescenza al crowdfunding , tramite la piattaforma Musicraiser, per sostenere l'uscita del disco e che ha ottenuto la benedizione di altri personaggi di spicco del mondo della musica. Fantacoscienza segue la scia chimica di Nomade Psichico (album del 1996 degli AFA) e Volare Basso (secondo album da solista del 2012). «Fantacoscienza – dice Tavernelli – è un neologismo inventato dal critico cinematografico Callisto Cosulich. Una fusione tra macrocosmo e microcosmo, tra Cosmo e Subconscio, per definire un tipo di cinema riferito a visioni che hanno dato vita alla fantascienza interiore, a diversi piani di realtà intersecanti, a visioni distopiche. Il viaggio, quindi, è un viaggio dentro se stessi, dove ci si inoltra nel proprio spazio interiore, con la possibilità di scoprire splendide galassie di sentimenti, dolcezze infinite, malinconie che s'intrecciano come orbite intorno al nostro intimo». Tra le 14 tracce del disco c'è quella dedicata a Peter Kolosimo, il paleoufologo e fantarcheologo, le cui opere sono dedicate anche alla ricerca di prove per dimostrare che gli alieni erano stati sulla Terra. E un'altra sul finanziere Franco Marconi che, durante l'ultima guerra, ideò il Raggio della Morte, un'arma segreta che fu sperimentata in Appennino e pare che abbia creato un'aurora boreale che fece fuggire tutti. Con Taver suonano Lorenzo Lusvardi, Marco Norisknofunk Santarello, Marco Tirelli e Alessandro De Nito.