L’omaggio di Gualtieri al costumista degli Oscar

di Mauro Pinotti wGUALTIERI Il 26 dicembre 1990, moriva a Roma Umberto Tirelli, nato a Gualtieri il 28 maggio 1928. Sarto, costumista, designer, storico del costume e collezionista, "archeologo del costume" come amava definirsi. Quest'anno ricorre il 25° anniversario della sua scomparsa e il sindaco Renzo Bergamini, insieme al vicesindaco Marcello Stecco, hanno voluto ricordare questo grande personaggio che ha dato lustro alla città di Gualtieri parlando della sartoria da lui creata e dei costumi conservati a palazzo Bentivoglio. La Sartoria Tirelli fondata 50 anni fa ha vestito e continua a vestire il miglior cinema e il miglior teatro in Italia e nel mondo. Con i costumi realizzati dalla Sartoria Tirelli i migliori costumisti italiani e internazionali hanno vinto 16 Oscar. Qualche esempio : Gabriella Pescucci con "L'età dell'innocenza" di Martin Scorsese, Ann Roth per i costumi de "Il paziente inglese" di Antony Minghella. E ancora: il luzzarese Danilo Donati, Teodor Pistek, Milena Canonero e il nume tutelare della Sartoria, Piero Tosi, con l'Oscar alla carriera nel 2014. Così come non vi è grande regista che per i suoi capolavori non si sia rivolto alla Sartoria Tirelli, da Luchino Visconti a Mario Monicelli, da Pierpaolo Pasolini a Franco Zeffirelli, da Federico Fellini a Sergio Leone, da Francis Ford Coppola a Mel Gibson. «Tirelli – ha detto il sindaco – ha scritto pagine incancellabili nella storia del cinema, basti pensare al vestito da ballo di Angelica-Claudia Cardinale ne "Il Gattopardo" di Visconti. Oggi la Sartoria Tirelli, diretta da Dino Trappetti, dispone di un patrimonio inestimabile a cui attinge tutto il mondo, 170 mila costumi realizzati e 15 mila costumi originali. Per dare un'idea della contemporaneità di Tirelli, basti pensare all'omaggio che in questi giorni e fino al 31 maggio 2016 gli rende il simbolo dell'alta moda francese, Louis Vitton, nello spazio Etoile a Roma dove è esposto anche un costume della "Donazione Tirelli" del Comune di Gualtieri. O ai 300 costumi donati da Umberto Tirelli alla Galleria del Costume di Palazzo Pitti a Firenze e che ne costituiscono una "perla vivente". Gualtieri nel 2015 – hanno continuato Bermamini e Stecco – a 50 anni dalla sua morte, ha reso omaggio ad Antonio Ligabue che a Gualtieri rivelò fino in fondo la sua statura che lo colloca tra i grandi artisti del '900. Gualtieri nel 2016, oltre a proseguire la valorizzazione di Ligabue, intende tributare altrettanto omaggio ad Umberto Tirelli a partire da un'adeguata esposizione a Palazzo Bentivoglio del patrimonio di cui dispone grazie all'amore di Umberto Tirelli per il suo paese, la Donazione Tirelli. Si tratta di 50 opere di notevole qualità artistica tra cui spiccano disegni di Balthus e dipinti di Renato Guttuso, Fabrizio Clerici, Giorgio De Chirico, Giacomo Manzu', Mino Maccari e di 2 capolavori della Sartoria Tirelli, il costume di Piero Tosi indossato da Romolo Valli nell' Enrico IV di Pirandello e il costume di Pierluigi Pizzi indossato da Romy Schneider nel Ludwig di Visconti. Gualtieri – hanno concluso Bergamini e Stecco – piccola capitale del Rinascimento, lavora perché palazzo Bentivoglio diventi il "Palazzo dell'Arte di Reggio Emilia" e perché un "Viaggio a Gualtieri" possa diventare meta di donne e uomini assetati di bellezza»".