La Procura: «Rispettati i tempi» A Matteo Riva contestato il viaggio che fece a Lampedusa

BOLOGNA «Abbiamo rispettato i tempi dell'inchiesta. Non dimentichiamo che in passato ci è stato anche attribuito un ritardo nello svolgimento della stessa». Così Valter Giovannini, delegato ai rapporti con la stampa della procura di Bologna, risponde alle critiche sulla tempistico di invio degli avvisi di fine indagine. In molti hanno puntato il dito sul fatto che il provvedimento avviene a pochi giorni dal voto per la Regione, fissato per il prossimo 23 novembre. Ecco l'elenco completo degli indagati: per il Pd Marco Monari, Marco Barbieri, Marco Carini, Thomas Casadei, Gabriele Ferrari, Vladimiro Fiammenghi, Roberto Garbi, Paola Marani, Mario Mazzotti, Roberto Montanari, Rita Moriconi, Antonio Mumolo, Giuseppe Pagani, Anna Pariani, Roberto Piva, Luciano Vecchi, Damiano Zoffoli, Matteo Richetti; per il Pdl Luigi Villani, Enrico Aimi, Luca Bartolini, Gian Guido Bazzoni, Galeazzo Bignami, Fabio Filippi, Andrea Leoni, Marco Lombardi, Andrea Pollastri, Mauro Malaguti, Alberto Vecchi; per il Gruppo misto: Matteo Riva (ex Idv). In concorso con lui risponde l'impiegata del gruppo Rossella Bolino. Per la Lega Nord Manes Bernardini, Stefano Cavalli, Stefano Corradi. Con loro c'era Mauro Manfredini, nel frattempo deceduto. Per Sel Gian Guido Naldi e Gabriella Meo. Per la Federazione della Sinistra Roberto Sconciaforni. Per l'Idv Liana Barbati e Sandro Mandini. Per il M5s Andrea Defranceschi e Giovanni Favia, entrambi espulsi nel frattempo dal movimento. Infine, Silvia Noè per l'Udc. Non ci sono l'ex presidente della Region Vasco Errani e il candidato a diventare il suo successore, Stefano Bonaccini. Per tutti i consiglieri si ipotizza il reato di peculato, e c'è anche un caso di truffa. Per i capigruppo, i primi a essere iscritti nel registro degli indagati, le contestazioni ipotizzate dalla Procura sono due: la prima per le spese in proprio non pertinenti e la seconda per omesso controllo su quanto speso dai colleghi di partito. Ai capigruppo è dunque contestata l'intera cifra che si ritiene un gruppo abbia speso senza pertinenza con l'attività di consigliere regionale. Dalle carte emergono alcuni casi particolari. Secondo la Procura non era un'iniziativa politica quella di Matteo Riva a Lampedusa ("Lampedusa porta dell'Emilia-Romagna"), ma una vacanza. Marco Travaglio e il sindaco di Napoli Luigi De Magistris sarebbero stati accolti in Emilia, per iniziative dell'Idv, con auto pagate (a loro insaputa) dalla Regione.