Nel 2011 l'interdittiva "De Miro"

REGGIO EMILIA La Sarcia srl di Ghiardo di Bibbiano, gestita da Giuseppina Sarcone, di cui era comproprietario anche il fratello Carmine, era oggetto di infiltrazioni mafiose. Per questo motivo, nel 2011, l'allora prefetto di Reggio Antonella De Miro, aveva emesso un'interdittiva antimafia, trasmessa al Gestore dei servizi energetici (Gse), operatore pubblico con il quale la Sarcia voleva fare affari. Le quote dell'azienda sono da ieri sotto sequestro. L'interdittiva firmata dall'ex prefetto nota per la sua attività antimafia - trasferita da poche settimane a Perugia e sostituita dal vicario Adriana Cogode - metteva in fila i legami della famiglia Sarcone con la criminalità organizzata. Un'allerta che, dopo tre anni, trova conferma nell'operazione messa a segno dalla Direzione investigativa antimafia di Firenze. A fare scalpore, due anni fa, fu anche la cena a Villa Cadè, organizzata il 21 marzo 2012 da alcuni imprenditori cutresi con esponenti della politica e dell'economia locale. A questa parteciparono anche Nicolino Sarcone e il fratello Gianluigi. Un «tentativo della criminalità cutrese di trovare, con questa cena, possibili sponde nel mondo della politica e delle professioni» disse De Miro, che segnalò la vicenda alla Dda di Bologna. Alla serata parteciparono tra gli altri il capogruppo del Pdl in Provincia Giuseppe Pagliani e il consigliere del Pdl in Sala del Tricolore Rocco Gualtieri. A molti fu revocato il porto d'armi. (e.l.t.)