Parenti: «Grande Reggio stampella del Pd»

Se per Donatella Prampolini con le dichiarazioni di lunedì in sala Tricolore, Andrea Parenti «ha dato un calcio al vaso di Pandora del centrodestra reggiano», per il capogruppo in sala Tricolore di Progetto Reggio Giacomo Giovannini invece, quella di Parenti è stata «una uscita immotivata perché è stato condiviso un percorso, che con l'uscita di ieri Parenti ha dichiarato di non gradire. Ma in giro ci sono molti sobillatori della destra che non hanno fatto nulla in cinque anni all'opposizione e si divertono a diffondere dei film di fantascienza». Donatella Prampolini non chiude le porte, ma le speranze di una riunificazione di tutto il fronte moderato sono sempre più scarsi. Di certo l'ex leghista ed ex Progetto Reggio, non ha usato bizantinismi per mettere in piazza i mal di pancia dello schieramento moderato che si presenta diviso in tre tronconi: la Lega a sostegno di Gianluca Vinci e il resto alle prese con i due candidati Donatella Prampolini (con Forza Italia e Nuovo Centrodestra) e Cinzia Rubertelli (Progetto Reggio, Grande Reggio e Udc). Per motivare il suo disaccordo sull'alleanza tra Grande Reggio e Progetto Reggio, Parenti ha chiuso con una profezia: «Non vorrei trovarmi in caso di ballottaggio a far campagna elettorale per il Pd», lasciando intendere che tra queste due liste civiche e il Pd si andrebbe ben oltre a un patto di non belligeranza, denunciato da Donatella Prampolini. Le diversità di giudizio nel centrodestra si notano tutte, anche nei commenti seguiti alle dichiarazioni di Parenti. Per Donatella Prampolini «Parenti non ha fatto altro che scoperchiare un vaso che stava scoppiando e ha reso esplicito che quello che l'operazione di Grande Reggio e Progetto Reggio nasconde. Noi continuiamo a tenere le porte aperte. Solo due liste possono andare al ballottaggio: noi e i Cinque Stelle, tutti gli altri debbono fare una scelta. Capisco che chi è già uscito faccia fatica a fare un passo indietro, ma non penso che sarebbe punito ma premiato dagli elettori. Da parte nostra siano disponibili a rivedere le liste e a integrare il programma». Per Grande Reggio ogni discorso invece è chiuso in partenza e rivendicando di essere «l'unico schieramento civico in lizza, che non ha nulla a che vedere con il proliferare di liste civetta a sostegno di uno o dell'altro candidato, se la prende direttamente con Prampolini. L'accusa è quella «di non essere una candidata civica», sostenendo che la sua «appare come una sorta di commissariamento del centrodestra a corto di personaggi credibili». Roberto Fontanili