Uccide il cane del suo vicino, patteggia

QUATTRO CASTELLA Ha ucciso il cane del vicino a bastonate perché abbaiava. Per questo, è finito a processo. E ieri mattina, davanti al gup Giovanni Ghini, ha patteggiato quattro mesi e 15 giorni di reclusione, convertiti in una multa pari a 22mila e 500 euro (ma la pena è sospesa). Ma la controparte, che era pronta a costituirsi parte civile, non si ferma. «Siamo pronti ad andare avanti con una causa civile», dichiara l'avvocato Nino Ruffini. Siamo a Montecavolo di Quattro Castella. Ed è l'agosto del 2011. Il proprietario di Moretta – un segugio italiano utilizzato per la caccia e nell'addestramento degli altri cani – è in vacanza all'estero. Ha incaricato un amico di prendersi cura del suo animale, durante la sua assenza. Ma in quei giorni, probabilmente innervosito dalla situazione, Moretta abbaia molto. Troppo. E il vicino, Marco Boni, all'epoca 49 anni, si infastidisce. Al punto che decide di andare nella proprietà del vicino per cercare di far tacere Moretta. Solo che a un certo punto prende in mano una scopa e lo picchia. «Una sola volta» si è difeso ieri in aula, rappresentato dall'avvocato Enrico Della Capanna, davanti al sostituto procuratore Maria Rita Pantani. E così dice quando, spontaneamente, telefona al vicino scusandosi di quanto accaduto: perché per Moretta quel colpo è mortale. Il proprietario, allora, manda subito l'amico a controllare. Il quale trova il povero animale privo di vita nella sua cuccia. Quando l'uomo torna a casa dalla vacanza, l'animale è già stato seppellito. Ma lo fa riesumare per fargli fare l'autopsia. Il veterinario stabilisce che il cranio è fracassato, la milza spappolata e due zampe rotte. E allora, il padrone di Moretta non perdona e denuncia l'accaduto. E Boni finisce alla sbarra, con l'accusa di maltrattamenti sugli animali. Per il momento, se l'è cavata con un patteggiamento. Ma la controparte sembra del tutto determinata ad andare avanti. ©RIPRODUZIONE RISERVATA